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Undici militari italiani sono rimasti feriti in Kosovo. Meloni: “Inaccettabile”

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AGI –  Undici militari italiani del contingente Kfor appartenenti al nono reggimento Alpini L’Aquila sono rimasti feriti oggi pomeriggio durante le operazioni di contenimento di manifestazioni dei serbi che protestavano contro l’elezione di sindaci albanesi in aree del Paese a maggioranza serba.

I militari hanno riportato – riferisce lo Stato Maggiore della Difesa – ferite da trauma e ustioni dovute all’esplosione di dispositivi incendiari. Subito soccorsi dalle unità mediche di Kfor, sono attualmente sotto osservazione del personale sanitario che ne sta accertando le condizioni.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, segue l’evoluzione della situazione per il tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze ed esprime vicinanza ai militari feriti e ai loro familiari.

Tajani: “Tre militari in condizioni serie”

“Voglio esprimere solidarietà ai militari della missione KFOR rimasti feriti in Kosovo durante gli scontri tra manifestanti serbi e polizia kosovara. Tra di loro 11 italiani di cui 3 in condizioni serie ma non in pericolo di vita. I militari continuano ad impegnarsi per la pace”, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

La missione KFOR della Nato ha usato oggi gas lacrimogeni e bombe stordenti per disperdere i manifestanti serbi che protestavano davanti al municipio per chiedere la rimozione del nuovo sindaco di una coalizione a maggioranza albanese.

Secondo il portale Kossev, la KFOR è intervenuta quando la folla si è rifiutata, nonostante l’appello dei loro leader politici, di lasciar passare due veicoli speciali della polizia kosovara, bloccati tra i manifestanti dalla mattina.

I manifestanti chiedono il ritiro di tutta la polizia speciale nell’edificio del municipio e alcuni media affermano che si sentono degli spari.

Meloni: “Inaccettabile, non tollereremo altri attacchi alla missione KFOR”

“Quanto sta accadendo” in Kosovo “è assolutamente inaccettabile e irresponsabile. Non tollereremo ulteriori attacchi nei confronti di Kfor”. Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“È fondamentale evitare ulteriori azioni unilaterali da parte delle autorità kosovare e che tutte le parti in causa facciano immediatamente un passo indietro contribuendo all’allentamento delle tensioni”, aggiunge. “L’impegno del governo italiano per la pace e per la stabilita’ dei Balcani occidentali è massimo e continueremo a lavorare con i nostri alleati”, conclude la premier.

I serbi hanno boicottato le elezioni

I sindaci sono stati nominati in seguito alle elezioni locali organizzate dalle autorità kosovare il 23 aprile in quattro comuni a maggioranza serba, che hanno in gran parte boicottato il voto: a votare sono stati solo circa 1.500 aventi diritto, su circa 45.000 registrati.

I manifestanti chiedevano anche il ritiro delle forze speciali di polizia dispiegate nella regione da diversi giorni. La situazione molto tesa è degenerata proprio a Zvecan, dove le forze speciali hanno respinto un gruppo di manifestanti che ha cercato di entrare nel municipio. 

La polizia ha dichiarato in un comunicato di aver reagito al tentativo dei manifestanti di sfondare un cordone di polizia “usando violenza e gas lacrimogeni”. I serbi, i cui rappresentanti politici hanno abbandonato le istituzioni locali del Kosovo settentrionale a novembre in un braccio di ferro tra Belgrado e Pristina, hanno boicottato le elezioni comunali organizzate dal governo kosovaro ad aprile per porre fine a questo vuoto istituzionale.

Già venerdì si erano verificati incidenti quando questi consiglieri sono entrati in carica accompagnati dalla polizia.

La forza NATO dispiegata in Kosovo (KFOR) ha dichiarato di aver “rafforzato la sua presenza” nel nord del Paese e ha esortato Belgrado e Pristina a riprendere il dialogo condotto sotto gli auspici dell’Unione Europea per ridurre le tensioni.

 

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