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Per i suoi 150 anni, Lilly ha portato il Maestro Andrea Bocelli a Milano

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Roma, 30 set. (askanews) – La voce del Maestro Andrea Bocelli nella città di Milano, per una serata di musica classica resa possibile grazie a Lilly. L’appuntamento di ieri, 29 settembre ha celebrato i 150 anni dell’azienda con un evento con accesso al pubblico attraverso registrazione. Lilly – si legge in un comunicato – ha scelto di condividere questo anniversario con Milano attraverso un’esperienza musicale in uno dei luoghi più rappresentativi della città. Il Duomo ha fatto da cornice all’esibizione del Maestro, in una serata che ha permesso ai partecipanti di ascoltare dal vivo il tenore italiano più amato al mondo.

L’iniziativa si è svolta nella settimana del congresso annuale dell’Associazione europea per lo studio del diabete, EASD, che ha riunito a Milano la comunità scientifica internazionale. In questo contesto, Lilly vuole sottolineare il proprio impegno nella salute cardiometabolica con questo appuntamento rivolto alla città. È del 1923 infatti l’introduzione in commercio della prima insulina, proprio ad opera di Lilly. Da questa eredità, Lilly continua a promuovere l’innovazione nella cura del diabete nel XXI secolo.

“Da 150 anni il nostro lavoro nasce dall’impegno a migliorare la vita delle persone attraverso la scienza. Celebrare questa storia significa anche riconoscere il rapporto con le comunità di cui facciamo parte”, ha dichiarato Elias Khalil, Presidente e General Manager Lilly Italy Hub.

“Nella settimana in cui Milano accoglie il confronto internazionale sul futuro della cura del diabete, abbiamo voluto rendere possibile una serata da vivere insieme. Ascoltare il Maestro in un luogo così significativo come il Duomo è il modo che abbiamo scelto per condividere questo anniversario con il pubblico”.

(Photo credit: Lorenzo Montanelli).

[Una sola voce, nel cuore della città: evento nella settimana del congresso EASD|PN_20260930_00152|sp47|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260930_211448_626CF400.jpg|30/09/2026 21:14:58|Per i suoi 150 anni, Lilly ha portato il Maestro Andrea Bocelli a Milano|Salute|Cronaca, Info e Imprese]
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L.elettorale alla (prima) prova del voto segreto. Fdi: se non passa si va a casa

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Roma, 30 set. (askanews) – Tutti precettati, anche sottosegretari e ministri eletti alla Camera, le cui agende sono state “smontate” per far sì che domani alle 13.30 in aula tutti i deputati di maggioranza siano presenti per respingere le pregiudiziali di costituzionalità presentate alla riforma elettorale voluta da Giorgia Meloni. E non correre il rischio che si ripeta quanto accaduto a luglio quando, a scrutinio segreto, a Montecitorio venne bocciato per un solo voto l’emendamento sulle preferenze.

Nonostante la sconfitta del governo, che aveva dato parere favorevole sull’emendamento affossato, la legge è andata avanti e le preferenze inserite nel passaggio al Senato dove non ci sono alternative al voto palese. Stavolta la posta in gioco è più alta: l’eventuale approvazione delle pregiudiziali metterebbe la parola fine alla legge fortemente voluta dalla presidente del Consiglio che ha legato al destino del nuovo sistema elettorale – un proporzionale con premio di maggioranza – quello del suo governo. “Mi sembra che Giorgia Meloni sia stata chiara. Se il provvedimento non passa si va a casa”, ribadisce oggi Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Per questa ragione, se si supera domani il primo e penultimo scoglio alla Camera, il governo porrà lunedì in tarda mattinata la questione di fiducia certamente su tre dei 4 articoli modificati a Palazzo Madama mentre sull’articolo 8, quello sul voto ai fuorisede, fino a oggi non si è parlato di fiducia visto che non è un punto su cui le opposizioni possono chiedere il voto segreto ma dalla maggioranza l’eventualità non viene esclusa del tutto. I voti di fiducia si svolgeranno per appello nominale da martedì. Seguirà l’esame degli ordini del giorno e il voto finale. Il timing definitivo sarà fissato domani dalla conferenza dei capigruppo. Probabile si arrivi a giovedì 8 ma non viene escluso in ambienti di maggioranza che si possa anticipare il voto finale a mercoledì 7.

Per la maggioranza il voto finale (segreto) è la vera incognita ma la mobilitazione via messaggio e l’obbligo di presenza impartito oggi su domani rivelano che anche il voto sulle pregiudiziali impensierisce il centrodestra. Sul destino della riforma voluta dalla Meloni pesa l’insoddisfazione delle donne a fronte della cancellazione della norma, prevista dal Rosatellum, sull’alternanza di genere nei capilista; il timore delle preferenze, inserite al Senato in versione quasi identica a quella già bocciata alla Camera. Non solo. In Fdi serpeggia il timore di altri deputati di maggioranza che non si sentirebbero garantiti dal nuovo sistema di voto pronti a tradire di fronte alla promessa di un posto in lista con Vannacci. Il coordinatore nazionale di Futuro Nazionale, Massimiliano Simoni, incrociato in Transatlantico alla Camera, non conferma nuovi passaggi imminenti ma promette: “Ormai mi vedrete a Roma sempre più spesso”.

In campo tutti gli stratagemmi per dimostrare, nonostante la segretezza del voto, di essere allineati: l’indicazione è di infilare nella fessura con i tre pulsanti (sì, no, astensione) solo un dito. Intanto dopo le polemiche di luglio, quando alcuni componenti dell’ufficio stampa di Fdi fotografarono il momento del voto finale segreto sulla riforma dalle tribune riservate alla stampa, a seguito della richiesta dell’Associazione stampa parlamentare (Asp), gli uffici stampa non potranno accedere alla tribuna centrale, che poi è quella esattamente sopra ai gruppi di Fi e Lega. Prenderanno posto, se ne faranno richiesta, nelle tribune riservate agli operatori e dovranno come loro firmare lo storico codice di autoregolamentazione. Non è escluso poi che si ripeta quanto avvenuto a luglio quando i deputati vannacciani filmarono il proprio voto. Fonti di Montecitorio sottolineano però che compito della Camera è salvaguardare la segretezza del voto. Se il singolo decide di riprendersi non si può intervenire.

[Obbligo di presenza alla Camera per ministri e sottosegretari|PN_20260930_00151|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260930_210403_6342014A.jpg|30/09/2026 21:04:16|L.elettorale alla (prima) prova del voto segreto. Fdi: se non passa si va a casa|L.elettorale|Politica]
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Acc: rispettiamo impegni con Stellantis, capacità per 250mila auto nel 2027

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Milano, 30 set. (askanews) – Automotive Cells Company (Acc) assicura di rispettare gli impegni presi con Stellantis e punta a raggiungere tra la metà e la fine del 2027 la piena capacità produttiva, con batterie sufficienti a equipaggiare circa 250mila auto l’anno. Lo ha spiegato ad Askanews un portavoce della joint venture partecipata da Stellantis, Mercedes e TotalEnergies, mentre il gruppo automobilistico ha annunciato ieri stop temporanei in due stabilimenti francesi per la disponibilità insufficiente di alcune batterie destinate alle versioni elettriche a lunga autonomia.

“Stiamo assistendo a una forte domanda di auto elettriche, sostenuta anche dall’aumento dei prezzi dei carburanti, in particolare in Francia. La domanda per i modelli elettrici Stellantis è stata superiore alle attese”, ha spiegato un portavoce di Acc.

“La produzione sta aumentando rapidamente: nel solo mese di settembre abbiamo prodotto all’incirca quanto nell’intero 2025. Non siamo ancora a piena capacità, ma siamo sulla buona strada per raggiungerla tra la metà e la fine del 2027, con una produzione sufficiente a equipaggiare circa 250mila veicoli l’anno”, ha aggiunto.

“Stiamo rispettando gli impegni con Stellantis, ogni due mesi ci incontriamo per fare il punto su produzione e domanda”, ha sottolineato il portavoce.

Ieri Stellantis ha comunicato ai rappresentanti dei lavoratori la sospensione temporanea della produzione a Sochaux dal 23 al 30 ottobre e a Rennes dal 22 al 30 ottobre. Nel primo stabilimento vengono prodotti i Suv Peugeot 3008 e 5008, nel secondo la nuova Citroën C5 Aircross.

Secondo la posizione ufficiale diffusa dal gruppo, gli stop sono legati a una disponibilità insufficiente di alcune batterie per le versioni elettriche a lunga autonomia. La domanda resta forte, soprattutto tra i clienti business, ed è superiore all’attuale capacità di fornitura. A Rennes la situazione riguarda in particolare la Citroën C5 Aircross High Range, in fase di lancio in diversi mercati.

Diversa la situazione a Mulhouse, dove vengono assemblate Peugeot 308 e 408 e DS 7. Lo stabilimento fermerà la produzione dal 15 al 30 ottobre e da novembre ridurrà l’organizzazione dei turni. In questo caso la misura è legata all’andamento della domanda e non alla disponibilità delle batterie.

[Produzione batterie in forte crescita, volumi settembre come intero 2025|PN_20260930_00150|gn00 nv01 sp21|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260930_204727_D3322E91.jpg|30/09/2026 20:47:35|Acc: rispettiamo impegni con Stellantis, capacità per 250mila auto nel 2027|Auto|Economia, Motori]
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Bmw: investe 2 mld in Germania per nuova Serie 3 e batterie

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Milano, 30 set. (askanews) – Bmw investirà circa 2 miliardi di euro in Germania per preparare la produzione dell’ottava generazione della Serie 3 e delle batterie destinate ai nuovi modelli elettrici. Circa un miliardo sarà destinato agli stabilimenti automobilistici di Monaco e Dingolfing, mentre un altro miliardo è stato investito nel nuovo impianto di batterie di Irlbach-Straßkirchen, in Baviera.

La nuova generazione della Serie 3 sarà prodotta con due diverse impostazioni industriali. A Monaco verrà realizzata la nuova Bmw i3 completamente elettrica, basata sulle tecnologie Neue Klasse e alimentata dalle batterie di sesta generazione prodotte a Irlbach-Straßkirchen. Dingolfing ospiterà invece le versioni con motore a combustione e ibride plug-in della nuova Serie 3.

“Investiamo nella creazione di valore, in una produzione competitiva e nella tutela dei posti di lavoro in Germania”, ha dichiarato Raymond Wittmann, responsabile della Produzione di Bmw. Il gruppo, ha aggiunto, punta a gestire direttamente la trasformazione “dallo sviluppo all’industrializzazione, fino a una produzione altamente efficiente a Monaco e Dingolfing”.

La Germania resta il principale polo industriale del gruppo: Bmw produce ogni anno oltre un milione di veicoli nei suoi stabilimenti tedeschi, pari a circa un quarto della produzione automobilistica nazionale. Circa il 55% dei dipendenti del gruppo lavora nel Paese.

La Serie 3, lanciata nel 1975, ha raggiunto finora circa 18 milioni di unità prodotte, di cui 15 milioni in Germania. Con la nuova generazione, circa 760 siti di fornitori riforniranno Monaco e Dingolfing: oltre il 70% si trova in Europa e più del 30% in Germania.

A Monaco lo stabilimento è stato profondamente trasformato e diventerà un sito “electric only”, mentre a Dingolfing è stata aggiunta una nuova linea di carrozzeria dedicata alla Serie 3. Il nuovo impianto di Irlbach-Straßkirchen inizierà da ottobre a fornire a Monaco i sistemi batteria destinati alla i3.

La nuova Serie 3 rientra nel piano di estensione delle tecnologie Neue Klasse alla gamma Bmw: entro la fine del 2027 il gruppo prevede di avere su strada circa 40 modelli nuovi o aggiornati dotati di queste tecnologie.

[Un miliardo a Monaco-Dingolfing, un altro al nuovo sito di Irlbach|PN_20260930_00149|gn00 nv01 sp21|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260930_204245_CCF0D6AC.jpg|30/09/2026 20:42:57|Bmw: investe 2 mld in Germania per nuova Serie 3 e batterie|Auto|Economia, Motori]
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A Perugia è grande padel con il Fip Gold: in campo fino al 4 ottobre

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Roma, 29 set. (askanews) – Più di 100 giocatori e giocatrici provenienti da 10 Paesi, quasi la metà dei quali presenti nella top 100 mondiale e 20 nell’elite dei primi 30 del pianeta. Perugia – si legge in una nota – è pronta a vivere una settimana di grande padel con il FIP Gold Mediolanum Padel Cup, in programma da mercoledì 30 settembre fino a domenica 4 ottobre alla Padel Arena. L’evento, a ingresso gratuito per il pubblico, rappresenta una delle categorie competitive più prestigiose della Federazione Internazionale Padel, nonché la terza più importante in Italia dopo il Major di Roma e il Premier Padel P1 di Milano. In palio un montepremi di 50mila euro e 150 punti per il ranking mondiale.

Il torneo – prosegue la nota – porterà sui campi umbri una entry list di altissimo livello. Nel tabellone maschile spiccano i numeri 1 del seeding, lo spagnolo Jairo Bautista (numero 25 del mondo, fresco della semifinale al Madrid P1) e il brasiliano Lucas Bergamini (19), all’esordio in coppia. Spazio anche ai campioni del mondo argentini Alex Chozas e Sanyo Gutierrez, a Juan Tello, Maxi Arce, alle leggende Maxi Sanchez e Miguel Lamperti, oltre agli azzurri Lorenzo Di Giovanni e Aris Patiniotis.

Nel tabellone femminile gli occhi sono puntati su Carolina Orsi – numero 29 FIP, forte di nove medaglie con la Nazionale, compreso il bronzo del mese scorso ai Giochi del Mediterraneo – in campo con l’ex numero 1 al mondo Patty Llaguno come seconda coppia del seeding. Seguono la talentuosa Giulia Dal Pozzo (26), anche lei bronzo ai Giochi del Mediterraneo, con Nuria Rodriguez, mentre tra le altre azzurre in gara figurano Carlotta Casali e Martina Parmigiani, all’inseguimento delle teste di serie numero 1 Veronica Virseda e Martina Fassio. Tra le atlete di casa spiccano la classe 2009 Matilde Minelli e Sophie Caruso, e tra i talenti NextGen ecco anche Noa Bonnefoy e Michele Brambilla, le promesse argentine Juani Rubini e Santino Contreras e la 18enne spagnola Raquel Eugenio.

Grande attesa infine per la giornata di domenica con la “Vip ProAm Exhibition”: a scendere in campo per una sfida a colpi di racchetta aperta al pubblico – conclude la nota – saranno quattro grandi ex campioni del calcio, vale a dire Vincent Candela, Luca Marchegiani, Paolo Di Canio e Davide Moscardelli.

[Il torneo inizia mercoledì alla Padel Arena|PN_20260929_00114|gn00 ma00 in02 rg19|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260929_231227_B163F2A8.jpg|29/09/2026 23:12:36|A Perugia è grande padel con il Fip Gold: in campo fino al 4 ottobre|Padel|Sport, Umbria]
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Kel 12, “Inizia l’era dell’esplorazione accessibile”

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Reggio Calabria, 29 set. (askanews) – “L’AI risponde a ciò che conosce, non a ciò che non conosciamo”. Per Gianluca Rubino, amministratore delegato di Kel 12, è qui che si gioca una parte del futuro dei tour operator: trovare itinerari, esperienze e modi di viaggiare che il cliente ancora non sa di volere. È anche il filo che attraversa la convention organizzata a Reggio Calabria dall’operatore, che a quasi cinquant’anni dalla nascita rilancia la propria vocazione esplorativa con il claim “Inizia l’era dell’esplorazione accessibile”.

Kel 12 ha chiuso l’esercizio 2025-2026 con oltre 42 milioni di euro di fatturato, 905 partenze e più di 7 mila viaggiatori in cento destinazioni, crescendo del 5% rispetto alla stagione precedente. Circa metà del fatturato arriva ancora dai viaggi di gruppo con esperto, mentre i viaggi individuali rappresentano il 14-15% e sono in crescita.

“Esplorare per Kel 12 è quello che facciamo tutti i giorni”, dice Rubino. “Pochi mesi fa, per esempio, abbiamo riesplorato la Libia. Ci sono destinazioni che si aprono, si chiudono e quindi esplorare anche oggi non è altro che quello che facevamo cinquant’anni fa: vivere con passione itinerari nuovi e nuove destinazioni”.

A cambiare, però, sono il viaggiatore e gli strumenti con cui sceglie. Il turismo europeo continua a crescere nonostante prezzi più alti e incertezza geopolitica. Secondo i dati presentati da Stefania Filippone, Accenture Travel Italy & Greece Lead, gli arrivi turistici internazionali in Europa dall’inizio dell’anno sono aumentati del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre tra giugno e agosto il numero medio dei voli giornalieri nella rete Eurocontrol è cresciuto del 2,4%. In Italia, nello stesso trimestre estivo, gli arrivi indicati sono 72,4 milioni.

“Sta cambiando il significato del turismo”, spiega Filippone. “È un modo di dare una forma al tempo. Le persone viaggiano per ritrovare se stesse, per stare con la propria famiglia, per fare esperienze diverse dal proprio quotidiano”. Anche il rapporto con le crisi è diverso: “Qualche anno fa bastava una notizia per spaventare le persone. Oggi viaggiano lo stesso, semplicemente cambiano destinazione o si adattano alle nuove situazioni in corso”.

Il prezzo rimane un elemento discriminante, ma la vacanza tende a essere difesa anche riducendo altre spese. Secondo quanto illustrato alla convention, i tour operator hanno assorbito una parte dei rincari, limitando mediamente al 5% l’aumento dei prezzi. Cresce inoltre la preferenza per destinazioni più vicine e percepite come stabili e sicure, mentre agenzie e tour operator recuperano spazio grazie alle maggiori tutele offerte rispetto al fai da te.

Cambia anche il calendario. Gli italiani distribuiscono maggiormente le vacanze tra giugno e settembre, ma l’offerta non sempre segue questa evoluzione. Filippone indica nella stagionalità uno dei problemi ancora irrisolti del turismo italiano: molte strutture alberghiere chiudono tra la fine di agosto e metà settembre, nonostante una domanda estera che potrebbe consentire di allungare la stagione.

A questo si aggiunge la forte concentrazione dei flussi: secondo i dati presentati, l’80% dei viaggiatori visita appena il 10% delle destinazioni. Per Filippone, le Destination Management Company dovranno lavorare meglio sui dati, utilizzare anche l’intelligenza artificiale e collaborare con i territori per far conoscere mete meno frequentate e gestire diversamente i flussi.

Ma cambiano soprattutto le aspettative. Esperienze fuori dall’ordinario, benessere, incontri, sostenibilità e personalizzazione assumono un peso crescente. Il 74% dei viaggiatori, secondo i dati illustrati alla convention, desidera esperienze personalizzate. Aumenta anche la ricerca di ritmi più lenti, con viaggi nella natura, soggiorni dedicati al sonno e al benessere e formule nelle quali il tempo libero diventa parte stessa dell’esperienza.

Allo stesso tempo è forte la ricerca di socialità. I viaggi di gruppo stanno vivendo una nuova stagione anche tra i più giovani, mentre crescono le vacanze intergenerazionali. Una combinazione che Rubino vede anche nella clientela Kel 12: “I nostri clienti chiedono sempre più personalizzazione, ma continuano a chiederci di viaggiare in gruppo perché c’è un bisogno di socialità e un bisogno di approfondimento incredibile”.

È in questo quadro che Kel 12 sta ampliando le proprie formule. Il nucleo storico rimane quello dei viaggi con esperto, in piccoli gruppi fino a 14 partecipanti. Accanto a questi ci sono i Private Journeys, itinerari individuali costruiti dai travel designer, e Active, la linea a piedi o in bicicletta che punta su un ritmo più lento e sul contatto con la natura.

Unique Collection lavora invece su gruppi fino a nove persone e su esperienze di livello più alto, ma con una logica che Rubino riassume privilegiando “il luogo più del lusso”: lodge e piccoli campi inseriti nel paesaggio, aperture private, accessi esclusivi e attività difficilmente replicabili. Namibia, Tanzania, Botswana e Zambia sono alcune delle destinazioni proposte.

Sul versante più esplorativo ci sono Dune e Kel 12 Camp, dedicati alle aree remote e alle spedizioni sahariane. Tra i nuovi progetti c’è la Libia, con l’Akakus Kel 12 Camp. L’obiettivo dichiarato è mantenere l’esperienza del campo mobile aggiungendo un livello essenziale di comfort e privacy, per allargare il pubblico dell’esplorazione.

Tra le altre novità annunciate, una terza imbarcazione sul Nilo e, per la primavera 2027, un “rendez-vous” in Giordania: diversi gruppi seguiranno itinerari differenti per poi ritrovarsi a Petra per un evento comune.

Sul mercato incombe intanto la trasformazione più rapida: l’intelligenza artificiale. Sempre più persone la utilizzano già per scegliere una destinazione e preparare il viaggio; il passaggio alla prenotazione diretta attraverso questi strumenti viene considerato ormai vicino.

“I tour operator si devono focalizzare su un prodotto unico”, sostiene Filippone. “Non possono più fare solo gli aggregatori, perché l’aggregazione verrà svolta molto meglio”. Alle agenzie attribuisce invece un ruolo destinato a sopravvivere proprio grazie alla prossimità e al rapporto personale: “Le persone avranno sempre più bisogno di confrontarsi anche con esseri umani, non soltanto con delle macchine”.

Rubino arriva alla stessa questione partendo dal prodotto: “Il tour operator deve andare oltre l’AI. L’AI standardizzerà e omologherà le richieste. I tour operator devono andare a scoprire un modo di viaggiare diverso che il cliente ancora non conosce”.

Kel 12 ha avviato una partnership con Accenture per lavorare sull’uso della tecnologia nella consulenza e nella conoscenza del cliente. Il sito dell’operatore registra circa 400 mila visite l’anno e 2,6 milioni di visualizzazioni; parallelamente, nell’ultima stagione sono stati organizzati trenta incontri dal vivo con circa tremila partecipanti.

Dopo quasi cinquant’anni in continua evoluzione, per Rubino però c’è qualcosa da conservare per il futuro: “Sono cambiate tre generazioni di proprietà e praticamente tutte le persone che lavorano in Kel 12. C’è una sola cosa che è rimasta ferma: la passione per il viaggio. E che spero rimanga per i prossimi cinquant’anni”.

Foto credit: Paolo Petrignani

[Il tour operator cresce del 5%; l’Ad Rubino: andare oltre l’AI|PN_20260929_00113|sp20|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260929_230656_F6B47665.jpg|29/09/2026 23:07:05|Kel 12, “Inizia l’era dell’esplorazione accessibile”|Kel 12|Economia, Turismo]
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Pizza Maxima 2026, Pepe in Grani ancora al primo posto

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Milano, 29 set. (askanews) – Pepe in Grani di Caiazzo, la pizzeria di Franco Pepe, è stata eletta anche quest’anno miglior pizzeria d’Italia da Pizza Maxima 2026, la manifestazione che ha riunito a Roma 150 locali selezionati attraverso il voto di circa 200 giornalisti gastronomici ed esperti del settore.

La quinta edizione si è svolta il 28 settembre a Spazio Novecento, all’Eur. Oltre alla classifica nazionale sono stati assegnati i premi alle migliori pizzerie delle venti regioni italiane e una serie di riconoscimenti speciali.

Pepe in Grani ha conquistato anche il titolo di miglior pizzeria della Campania. Al secondo posto della classifica nazionale si è piazzata Seu Pizza di Pier Daniele Seu, prima nel Lazio. Seu è stato inoltre premiato come miglior pizzaiolo dell’anno, davanti a Franco Pepe e Luca Pezzetta di Clementina.

Terzo posto per 10 Diego Vitagliano di Napoli, che ha ottenuto anche il premio per la miglior carta delle pizze. Quarto Francesco Martucci con I Masanielli di Caserta, seguito da Francesco Capece di Confine Pizza & Cantina a Milano, confermato miglior pizzaiolo under 35 e vincitore anche del titolo di miglior pizzeria della Lombardia.

Roberta Esposito de La Contrada di Aversa ha conquistato per il secondo anno consecutivo il riconoscimento di pizzaiola dell’anno, davanti ad Amalia Costantini di Mater, a Fiano Romano, e Teresa Iorio di A pizz è femmena, a Napoli.

La Campania è la regione più rappresentata ai vertici: cinque delle prime dieci pizzerie della graduatoria sono campane, tre laziali, una lombarda e una calabrese.

Proprio dalla Calabria arriva uno dei risultati più rilevanti dell’edizione. Bob Alchimia a Spicchi di Montepaone, guidata da Roberto Davanzo, ha conquistato tre riconoscimenti: miglior pizzeria della Calabria, miglior pizza contemporanea e miglior servizio di sala.

Tra gli altri premi, Gino Sorbillo con Pop ha ottenuto quello per il miglior format, Sasà Martucci quello per la migliore nuova apertura, a Milano, mentre Francesco Arnesano di Lievito Pizza Pane a Roma ha vinto per la miglior pizza al taglio. Ex aequo, invece, per la miglior pizza romana tra 180g di Jacopo Mercuro e L’Elementare di Mirko Rizzo.

La giornata ha ospitato anche la seconda edizione della Pizza Conference, dedicata alle tendenze del settore, al marketing e alla comunicazione, e una serie di dimostrazioni ai forni con dieci pizzaioli.

[Seu ed Esposito pizzaioli dell’anno, cinque campane nella top ten|PN_20260929_00112|rg08|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260929_225051_38A9BBCC.jpg|29/09/2026 22:50:58|Pizza Maxima 2026, Pepe in Grani ancora al primo posto|Enogastronomia|Cronaca, Lazio]
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Dopo carburanti le bollette. Appello Meloni: spero altri diano mano

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Roma, 29 set. (askanews) – Dopo i carburanti, le bollette. La decisione di Eni di scontare luce e gas, dopo aver aperto la strada del price cap su benzina e gasolio a cui poi si sono accodate anche Ip e Q8, viene accolta con molta soddisfazione da Giorgia Meloni che da Praga lancia un appello a “tutti gli altri attori principali” del settore energetico “per dare una mano alle famiglie, alle imprese in questa fase particolarmente complessa nella quale le crisi internazionali, che noi non abbiamo prodotto, incidono in maniera assolutamente significativa sui bilanci familiari”. La presidente del Consiglio arriva nella Repubblica Ceca per una visita di Stato ufficiale e un incontro con il primo ministro Andrej Babis che ha il tema dell’energia tra i suoi punti chiave. Oltre alla firma del Piano d’azione 2026-2030, infatti, i due paesi hanno deciso di muoversi insieme anche in vista del prossimo Consiglio europeo per presentare un pacchetto di proposte che la premier definisce “concrete e di buon senso” sull’annosa questione degli Ets.

“In tante occasioni – ha detto Meloni – abbiamo denunciato come gli attuali meccanismi del sistema di tassazione del carbonio creino squilibri e finiscano per gonfiare artificialmente i prezzi e quindi abbiamo messo nero su bianco alcune proposte che crediamo possano affrontare efficacemente questo tema”. In particolare, rimarca, si chiede “di proteggere i settori più esposti alla concorrenza internazionale intervenendo sui meccanismi di distribuzione delle quote ETS, limitare la trasmissione dei costi di carbonio ai prezzi dell’elettricità, rafforzare la trasparenza e il monitoraggio del mercato delle quote ETS, rinviare l’entrata in vigore di ETS 2 che rischia ovviamente di impattare anch’esso in modo negativo su un sistema che invece oggi ha bisogno soprattutto di essere liberato”. La premier afferma che le proposte saranno condivise “con gli altri colleghi sperando di poter costruire delle convergenze ampie”.

Sempre sul tema dell’energia, la presidente del Consiglio annuncia anche l’avvio di una collaborazione con la Repubblica Ceca sul nucleare. Possiamo “diventare – sottolinea – partner anche tecnologici e industriali a partire da uno scenario che ci accomuna particolarmente nelle ultime settimane che è quello del nucleare di nuova generazione. Praga investe sullo sviluppo dei piccoli reattori modulari, l’Italia ha appena ripreso il cammino che aveva interrotto diversi decenni fa. Penso che questo sia un ambito sul quale insieme possiamo lavorare molto bene”. Con Babis Meloni vuole poi portare avanti un asse anche sul Bilancio europeo. Non accetteremo – avverte – che si tagli su politiche agricole e coesione “e riteniamo che si possa tagliare su altri capitoli come le spese di funzionamento che negli ultimi anni sono cresciute parecchio”.

Da una parte, dunque, la moral suasion sulle compagnie energetiche a fare la loro parte per dare un sollievo immediato sui bilanci degli italiani, dall’altro l’iniziativa in Europa sul meccanismo degli Ets. Ma a breve l’Italia dovrà decidere anche se attivare la clausola di salvaguardia nazionale che potrebbe consentire di utilizzare fino a 14 miliardi di flessibilità su energia e difesa. Il governo non ha ancora sciolto la riserva e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che accompagnava la premier a Praga, preferisce non scoprire ancora le carte, anche se lascia intendere che una decisione potrebbe essere presa proprio in questa direzione. “C’è una risoluzione in quinta commissione, se la votano…”, si limita a rispondere. Qualche indicazione potrebbe arrivare venerdì quando il Consiglio dei ministri sarà chiamato a presentare il Documento programmatico di finanza pubblica.

[Premier a Praga vede Babis, proposte comuni su Ets da portare a vertice Ue|PN_20260929_00111|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260929_214536_4213C6C3.jpg|29/09/2026 21:45:48|Dopo carburanti le bollette. Appello Meloni: spero altri diano mano|Energia|Politica]
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Teatro, Francesco torna a parlare a Gubbio a 800 anni dalla morte

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Milano, 28 set. (askanews) – Tre giorni prima degli 800 anni dalla morte di san Francesco, la sua voce torna a risuonare a Gubbio, una delle città più legate alla sua vicenda. Mercoledì 30 settembre alle 21, nel Complesso di San Francesco, Mario Pirovano porta in scena “Lu Santo Jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame.

La data cade a ridosso del 3 ottobre 2026, ottavo centenario della morte di Francesco, avvenuta ad Assisi nel 1226. E Gubbio non è una tappa casuale. Qui Francesco arrivò nei primi anni della sua nuova vita, dopo la rottura con la famiglia e la rinuncia alla ricchezza paterna. Secondo la tradizione trovò accoglienza presso la famiglia Spadalonga, si dedicò ai lebbrosi e proprio a Gubbio è ambientato uno degli episodi più celebri della sua leggenda: l’incontro con il lupo.

“Arrivare a Gubbio con Lu Santo Jullare Francesco è per me qualcosa di molto speciale”, spiega Pirovano. “Qui non veniamo semplicemente a raccontare la storia di un santo: siamo dentro uno dei luoghi della sua storia, dove Francesco ha incontrato persone, sofferenza, accoglienza e anche quel lupo che è diventato uno dei simboli più universali del suo messaggio”.

Attore, traduttore e interprete dell’opera di Dario Fo, Pirovano ha lavorato a lungo al fianco del premio Nobel e di Franca Rame, raccogliendone poi l’eredità teatrale. In “Lu Santo Jullare Francesco”, Fo costruisce un Francesco lontano dall’iconografia più convenzionale: popolare, ironico e provocatorio, capace di parlare agli ultimi e ai potenti e di affrontare temi come la guerra, il potere e la fraternità.

“Dario Fo ha saputo restituire un Francesco vivo, umano, ironico, capace di parlare alla gente e di mettere in discussione il potere”, aggiunge Pirovano. “Portare le sue parole proprio qui, nel Complesso di San Francesco, significa provare a far dialogare quella voce con il luogo che l’ha vista passare otto secoli fa”.

Lo spettacolo arriva dopo una settimana già dedicata dalla città alla figura del santo. Dal 23 al 27 settembre Gubbio ha ospitato il Festival del Medioevo, quest’anno incentrato sul tema “Il tempo di Francesco. Homo homini lupus”, con incontri e appuntamenti nel Convento di San Francesco.

La rappresentazione del 30 settembre fa invece parte di “Connessioni”, il programma promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Humanae Menti, che attraverso arte, cultura e scienza mette al centro il rapporto tra individui, comunità e saperi.

[Il 30 settembre Mario Pirovano con “Lu Santo Jullare Francesco”|PN_20260928_00156|rg19|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260928_231720_428AFF4E.jpg|28/09/2026 23:17:28|Teatro, Francesco torna a parlare a Gubbio a 800 anni dalla morte|Teatro|Spettacolo, Umbria]
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Calcio, Italia poker alla Turchia, vince 4-1 a Bursa

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Roma, 28 set. (askanews) – L’Italia ritrova brillantezza e gol e supera 4-1 la Turchia a Bursa nella Nations League 2026-27. Gli Azzurri costruiscono il successo soprattutto nel primo tempo, chiuso sul 3-0, e nella ripresa controllano il ritorno dei padroni di casa dopo la rete di Yilmaz.

La squadra di Roberto Mancini parte forte e sblocca il risultato dopo appena otto minuti con Alessandro Bastoni. Il raddoppio arriva con Davide Frattesi, mentre Kayode firma il 3-0 prima dell’intervallo. Per il terzino è anche il primo gol in Nazionale.

La Turchia prova a riaprire la partita a inizio ripresa e al 47′ Yilmaz accorcia le distanze, sfruttando un cross dalla destra. L’Italia però reagisce immediatamente e al 50′ ristabilisce il margine di tre reti: Cambiaghi recupera e porta avanti l’azione, Tonali colpisce il palo e Pio Esposito è il più rapido sulla respinta per il 4-1.

Nella parte finale la Turchia prova a rientrare in partita, ma Donnarumma e la difesa azzurra controllano le iniziative di Arda Guler e compagni. Mancini inserisce Cambiaghi, poi Scamacca, Romano e Di Lorenzo per gestire le energie e accompagnare la squadra fino al termine.

Il successo arriva al termine di una gara nella quale l’Italia ha mostrato particolare efficacia nella prima frazione, segnando tre gol nei primi trenta minuti: non accadeva dalle qualificazioni mondiali contro la Lituania dell’8 settembre 2021.

Per Mancini è una vittoria significativa anche sul piano dei marcatori: Bastoni è il primo giocatore ad andare a segno nel secondo ciclo del commissario tecnico sulla panchina azzurra. Con lui diventano 37 i diversi marcatori dell’Italia nell’era Mancini, considerando entrambe le esperienze.

La Nazionale chiude così la serata di Bursa con una vittoria larga, nonostante il tentativo della Turchia di riaprire la gara nella ripresa.

[A segno Bastoni, Frattesi, Kayode, Pio Esposito|PN_20260928_00155|gn00 ma00 in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260928_224314_6D65BF48.jpg|28/09/2026 22:43:25|Calcio, Italia poker alla Turchia, vince 4-1 a Bursa|Calcio|Sport]
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