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Golf, Alessandra Fanali seconda nel La Sella Open in Spagna

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Roma, 20 set. (askanews) – Alessandra Fanali, dopo una grande prestazione, ha concluso al secondo posto con 208 (71 69 68, -8) colpi, alla pari con l’inglese Alice Hewson, il La Sella Open, torneo del Ladies European Tour che ha anticipato di una settimana il Buccellati Ladies Italian Open (Golf Club Milano, 25-27 settembre) e firmato con 206 (68 65 73, -10) dall’inglese Charlotte Heath.

Sul percorso del La Sella Golf Resort (par 72), situato nel Parco Naturale del Montgó a Jesús Pobre-Dénia, nei pressi di Alicante in Spagna, in un evento avversato dal maltempo e ridotto da 72 a 54 buche, la vincitrice, in vetta dopo tre turni con quattro colpi di margine sulle prime inseguitrici, è stata messa sotto pressione dall’azzurra e dalla Hewson, indietro di una lunghezza, con un birdie di entrambe sull’ultima buca per forzarla al playoff. Eventualità che è sembrata possibile quando la Heath ha mancato il green con il secondo colpo, ma con un gran recupero e un putt non semplice per il birdie la 24enne inglese, proette dal 2024, ha colto il primo successo sul circuito alla 17ª presenza, dopo numerosi piazzamenti a metà classifica e una sola top ten. Per lei un 73 (+1) a chiudere con due birdie e tre bogey, per la Fanali un 68 (-4, con cinque birdie e un bogey) e per la Hewson un 70 (-2) con tre birdie e un bogey.

Al quarto posto con 209 (-7) la svedese Kajsa Arwefjall, al quinto con 210 (-6) la slovena Pia Babnik e la tedesca Helen Briem e al settimo con 211 (-5) la ceca Tereza Kazar Melecka, l’irlandese Lauren Walsh e la singaporiana Shannon Tan.

Delle altre italiane hanno ottenuto un buon 17° posto con 214 (-2), dando buoni segnali come la Fanali in ottica Open nazionale, Alessia Nobilio (70 75 69) e Anna Zanusso (66 77 71), che è stata leader dopo un round. E’ uscita al taglio Roberta Liti, 67ª con 148 (72 76, +4).

Quanto ad Alessandra Fanali è stata per la terza volta runner up sul LET, dove ha disputato 77 gare: nel 2024 nel Magical Kenya Ladies Open e nel 2022, da dilettante, proprio nel Ladies Italian Open superata in uno spareggio a tre dalla svizzera Morgane Metraux.

Alla vincitrice è andato un assegno di 150.000 euro su un montepremi di 1.000.000 di euro. (Foto Federgolf)

[Vince l’inglese Charlotte Heath.|PN_20260920_00065|gn00 ma00 sp27|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260920_204904_951BF8C6.jpg|20/09/2026 20:49:14|Golf, Alessandra Fanali seconda nel La Sella Open in Spagna|Golf|Sport, Mondo Golf]
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Germania, Afd avanti nel Meclemburgo. A Berlino Die Linke

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Roma, 20 set. (askanews) – Si tratta di una nuova vittoria elettorale per il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland (AfD), a due settimane dal terremoto politico provocato dal suo risultato storico alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove oggi gli elettori erano chiamati a eleggere il nuovo parlamento, l’AfD ha ottenuto tra il 37% e il 38% dei voti (contro il 16,7% del 2021) divenendo il primo partito, secondo le proiezioni diffuse dopo le 18 dalle emittenti tedesche.

In questo Land del nord-est del Paese, affacciato sul Mar Baltico (1,6 milioni di abitanti), l’estrema destra supera così il Partito socialdemocratico (SPD, intorno al 36% dei voti), che pure governa la regione dal 1998. Resta da vedere se l’Unione cristiano-democratica (CDU), ormai nettamente distanziata, riuscirà a raggiungere la soglia del 5% necessaria per ottenere una rappresentanza nel parlamento regionale. Secondo le ultime proiezioni è al momento attestata fra il 5,1% e il 5,5%, uno score che le dovrebbe garantire la permanenza nel parlamento regionale.

Un crollo della CDU al di sotto di tale soglia rappresenterebbe un precedente storico e un’ulteriore bocciatura per Friedrich Merz. Il cancelliere ha già riconosciuto un “disastro elettorale”, ma ha promesso di proseguire con le riforme. “Queste riforme devono essere attuate… Mi assumo questa responsabilità perché voglio far progredire il nostro Paese”, ha dichiarato dopo l’annuncio dei primi risultati, escludendo di fatto le dimissioni dopo giorni di speculazioni sul suo futuro politico.

Nella città-stato di Berlino (3,9 milioni di abitanti), l’estrema destra si attesta fra 13,7% e 15% (contro il 9% del 2023), secondo i sondaggi delle emittenti ARD e ZDF, che danno per vincitore il partito della sinistra radicale Die Linke: quest’ultimo raccoglie tra il 24,5% e il 25% dei voti, contro il 20% della CDU, che guidava l’amministrazione cittadina in una coalizione. I Verdi a ridosso con il 15% e l’Spd crolla al 12%.

Il cancelliere Fredrich Merz ha riconosciuto la sconfitta definendo i risultati a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania “estremamente dolorosi” per il suo partito. Nonostante il crollo della Cdu soprattuto nel Meclemburgo il cancelliere ha ribadito l’intenzione di rimanere alla guida del governo federale per portare avanti le riforme promesse.

 

[Exit poll: superato l’Spd, disastro Cdu. Merz riconosce la sconfitta|PN_20260920_00064|in04 rj01|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260920_202418_D9EED2B1.jpg|20/09/2026 20:24:25|Germania, Afd primo nel Meclemburgo. A Berlino vince Die Linke|Germania|Estero]
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Mattarella: la Repubblica garantisce libertà, democrazia, diritti e pace

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Roma, 20 set. (askanews) – Libertà, democrazia, crescita dei diritti, pace, progresso sono i valori garantiti dalla Repubblica. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Pordenone all’iniziativa “Pordenonelegge”.

“La 27esima edizione di Pordenonelegge – ha detto Mattarella – si svolge nel pieno delle celebrazioni per l’80esimo della Repubblica, scelta dal popolo italiano per un ordinamento che garantisse libertà e democrazia, crescita dei diritti, pace, progresso. Abbiamo il diritto di essere orgogliosi della strada percorsa”.

“E’ stata la scheda elettorale – ha aggiunto il capo dello Stato – l’arma disarmata del confronto legittimo, dopo la dittatura e la sua guerra, a far progredire il Paese”. “Sono il dialogo fra le culture, il confronto delle idee, i motori della storia”.

[La scheda elettorale arma disarmata dopo dittatura e guerra|PN_20260920_00063|in04 rj01|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260920_201721_3C18BB67.jpg|20/09/2026 20:17:32|Mattarella: la Repubblica garantisce libertà, democrazia, diritti e pace|Repubblica|Politica]
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Sanremo Padel Experience, Giovannini vince le Finals con Ortega

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Roma, 20 set. (askanews) – Pietro Giovannini vince davanti al pubblico di casa le Finals della Sanremo Padel Experience e firma il risultato più importante del weekend dedicato alla NextGen del padel. Il 18enne imperiese, bronzo con la Nazionale italiana agli Europei juniores dello scorso luglio e campione italiano di categoria appena due settimane fa, ha conquistato – si legge in una nota – il titolo Under 18 in coppia con lo spagnolo Leon Ortega, superando 6-1 6-2 in finale Stefano Indomenico e Gabriele Laurino.

Per Giovannini, alla prima competizione insieme a Ortega, è il terzo risultato di rilievo arrivato in poco più di due mesi. “Sono felicissimo di aver vinto un torneo così importante proprio qui a casa mia, davanti ai miei genitori, la mia famiglia e i miei amici”, ha detto il giovane azzurro, che ha poi dedicato la vittoria a Tiberio Camurri, maestro di tennis e padel scomparso poche settimane fa.

Il successo dell’imperiese si inserisce nel quadro di crescita del FIP Promises, il circuito mondiale della Federazione Internazionale Padel dedicato alle categorie Under 12, Under 14, Under 16 e Under 18. Nel 2026 sono previsti 170 tornei maschili e femminili, quasi il doppio rispetto ai 90 disputati nel 2025, mentre nei primi sei mesi dell’anno sono stati 4.700 i giocatori e le giocatrici unici coinvolti, per più di 11.500 iscrizioni complessive. “Il successo della Sanremo Padel Experience, che ha portato nelle cinque tappe in tutta Italia oltre mille giovani giocatori e giocatrici di 14 Paesi all’interno del circuito mondiale FIP Promises, conferma ancora una volta come il tour dedicato alla NextGen rappresenti uno dei progetti cruciali per il futuro del padel a livello mondiale”, ha detto Luigi Carraro, presidente della Federazione Internazionale Padel, “Investire sui giovani significa investire sul futuro, non soltanto formando i campioni di domani, ma costruendo una nuova generazione che possa crescere insieme ai valori del padel”.

A fare da sfondo alle Finals sono arrivati anche i dati sulla crescita del padel in Liguria. Secondo il focus elaborato dal Centro Studi della Federazione Internazionale Padel, tra settembre 2021 e settembre 2026 i campi nella regione sono passati da 80 a 213, con un incremento del 166 per cento, mentre i club sono saliti da 40 a 102 (+155 per cento).

[Tournée con mille giocatori da 14 Paesi. L’azzurro: “Felicissimo”|PN_20260920_00062|gn00 ma00 in02 rg09|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260920_195106_87A56B6E.jpg|20/09/2026 19:51:13|Sanremo Padel Experience, Giovannini vince le Finals con Ortega|Padel|Sport, Liguria]
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La tregua di Pontida regge. Salvini predica unità ma non cambia linea “nazionale”

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Pontida (Bg), 19 set. (askanews) – Una Lega “forte, unita e libera. Da Nord a Sud”. Matteo Salvini arriva alle sette di sera all’evento dei giovani leghisti che precede il raduno di Pontida. E lì ribadisce ancora una volta la sua linea. Il Carroccio “vince solo se unito” e con un respiro nazionale. Altro che modello bavarese, quello auspicato dai ‘Nordisti’. E ai giovani il segretario – di fronte alle difficoltà della fase attuale del partito – raccomanda: “Ci vogliono coraggio, coesione, determinazione e pazienza, e non bisogna mai mollare. Mai montarsi la testa col vento in poppa, e mai deprimersi quando c’è da rimboccarsi le maniche”. Anche perchè “federalismo fiscale e autonomia sono risultati che oggi sono concreti dopo 36 Pontida. Trentasei…”.

La vigilia del raduno si svolge dunque senza particolari sorprese. I giovani insistono sui temi canonici della Lega salviniana: attacchi all’Europa, richieste di remigrazione per una “Europa cristiana e mai musulmana”. Ma anche l’autonomia, “battaglia che continua”. E poi gli omaggi a Umberto Bossi e Roberto Maroni, ribaditi anche da Salvini dal palco: “Siamo qui grazie a loro”. Ma nessuna contestazione: nè per gli alleati nè per il coordinatore della giovanile, il salviniano Luca Toccalini. Che dal palco annuncia il congresso entro fine ottobre: “Decideremo insieme il prossimo coordinatore, come abbiamo sempre fatto”.

Il confronto tra le diverse anime della Lega si gioca per oggi solo con le schermaglie. Massimiiano Romeo fa il suo giro nel pomeriggio, saluta i “Giovani Padani” con qualcuno che scherza: “Ora ci cacciano a tutti…”. Ma è fiducioso di poter intervenire dal palco: “E perchè non dovrei…”. Il segretario della Lega Lombarda ribadisce l’auspicio per una Pontida che “sia una festa”, senza contestazioni: “Mi auguro di no”. E però “Pontida è del popolo, ed è il poplo che decide”. Tanto più che “le questioni di fondo restano sul tavolo”. L’auspicio dunque è che “questo desiderio di rinnovamento partito dalla base, possa trovare la sua strada. Ovviamente tutti insieme perchè a noi piace il concetto di squadra”.

Poco dopo, nell’attesa di Salvini, il protagonista diventa Claudio Durigon: prima arrivano, e rumorosamente, i giovani leghisti del Lazio che irrompono nella sala dove si stanno già svolgendo i panel di confronto tra i giovani. E poi è il vice segretario fedelissimo di Salvini a prendersi la scena, con un’avanguardia di militanti del Sud già arrivati nelle montagne della bergamasca: “Da Nord a Sud una sola Lega, un solo capitano: Matteo Salvini”, recita lo striscione dietro cui si fa fotografare Durigon. Che snocciola i numeri dell’organizzazione messa in campo in vista di domani: “Seicento biglietti del treno, da Roma a Milano. E poi dalla Stazione Centrale i pullman fino a Pontida: alle 11 dovrebbero essere qui”. Una prova di forza, nel cuore dell’immaginario nordista.

Salvini nel suo intervento dal palco dei giovani non affronta direttamente la questione, ma sottolinea l’impegno dei militanti arrivati dal Sud, “che ci hanno messo qualche euro e qualche ora in più per essere qui”. E saluta in particolare i giovani del Lazio. Ma soprattutto manda un messaggio ecumenico: “Mi hanno invitato a mangiare i veneti, i toscani, i siciliani, i valtellinesi coi pizzoccheri e gli abruzzesi con gli arrosticini. L’unico problema qui è la panza…”. E chiude con un appello all’unità: “Stasera parlate e divertitevi tutti assieme, calabresi e piemontesi, lombardi e campani”. Ricordando quando era lui un giovane a Pontida, per poi ritrovarsi segretario: “Oggi tocca a me, negli anni futuri toccherà a qualcun altro… La forza della Lega non sono i singoli, i dirigenti o i ministri ma il popolo di Pontida”.

[Oggi la vigilia dei giovani, domani il raduno sul pratone|PN_20260919_00060|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260919_204940_96471679.jpg|19/09/2026 20:49:49|La tregua di Pontida regge. Salvini predica unità ma non cambia linea “nazionale”|Lega|Politica]
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M5S, Conte rilancia da Milano la sfida su pace e armi

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Milano, 19 set. (askanews) – Nella soddisfazione ostentata da Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, ex vicepresidente del M5S dimessasi a suo tempo in polemica con la linea troppo “filo-Pd”, c’è forse la chiave più evidente del clima interno del Movimento 5 stelle: “Rivedo quello spirito battagliero che c’è sempre stato”, dice, commentando con i cronisti, a margine della kermesse Nova 2026 a Milano gli esiti del “percorso partecipato” sul programma da proporre agli alleati del centrosinistra. “Siamo stabilmente sopra il 12 per cento”, sottolinea a sua volta Barbara Floridia, ex presidente della commissione di Vigilanza Rai, che si dice “ottimista” sul futuro politico del M5S e della coalizione, in vista delle elezioni politiche del 2027. “Con il percorso partecipato di Nova abbiamo rimesso i temi al centro e c’è grande entusiasmo per un vero cambiamento”, è lo spirito col quale affronta la due giorni lombarda l’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi, che pure in passato era considerata più sensibile ai malumori del fondatore Beppe Grillo.

Sono stati 17mila, “quasi la metà non iscritti al Movimento”, sottolinea il leader Giuseppe Conte dal palco, i partecipanti alla sequenza di eventi che ha portato alla bozza programmatica che gli iscritti continueranno a votare fino alle 14 di domani. “Siamo una comunità che si è allargata, è emerso in maniera chiara che volete decidere e soprattutto volete cambiare il Paese”, rivendica l’ex premier, che non a caso si bea del “bel clima” e degli oltre mille presenti al World Join Center in zona Certosa.

Pur avendo inserito, nella bozza di programma, una formulazione sull’Ucraina che non pone ultimatum agli alleati (“Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”), Conte non indietreggia sulla linea politica sgradita a una parte del Pd e dei centristi del “campo largo”. Il tema chiave della campagna elettorale del M5S, prima per le probabili primarie di centrosinistra, poi per le elezioni, rimane il pacifismo: “Dobbiamo innanzitutto – afferma Conte – costruire percorsi di pace. Con le armi non andiamo da nessuna parte. C’è bisogno di investire per quello che serve alle famiglie e alle imprese: no all’economia di guerra, no al riarmo”.

Fra i maggiorenti del Movimento presenti a Nova 2026, gli interrogativi vertono sulla tenuta della coalizione: “Conte se la gioca al meglio nelle primarie”, è l’analisi di un ex deputato di grande esperienza rimasto nel “giro” dei gruppi parlamentari; “se perde, ha sfidato la leader di un partito che è il doppio del suo, e siccome prende voti oltre la nostra base, esce rafforzato. Il problema, se vince, sarà la tenuta del Pd. Per loro, che sono così divisi, sarà un trauma, bisognerà vedere se sono in grado di reggere il patto di coalizione in quel caso”. Ma Conte, garantisce una figura di spicco del Movimento delle origini, “non mollerà sui contenuti. Ci siamo troppo esposti sui temi importanti, e sul tema più importante di tutti che è la pace, per fare un passo indietro. Magari farà qualche compromesso ma anche chi fra noi in passato lo ha criticato ora è convinto che la strada sia quella giusta”.

Le primarie? “Se il Pd che le ha inventate ha cambiato idea lo dica”, è la sfida che lancia Appendino. Sui sondaggi che vedono Conte in vantaggio su Schlein ma anche un certo gradimento per il “papa straniero”, il “federatore”, nella filiera dei dirigenti M5S c’è cautela ma a taccuini chiusi un esponente di spicco del Movimento concede una chance alla sindaca di Genova Silvia Salis: “Secondo me è quella che vincerebbe più largamente contro Meloni perché agli italiani piace ‘il nuovo’. Il problema è cosa farebbe dal giorno dopo”. “Dal giorno dopo bisogna andare a vertici internazionali, serve una personalità all’altezza”, osserva una parlamentare di lungo corso del M5S. “Salis – aggiunge un suo collega di antica militanza – ha una enorme ambizione, passerebbe sopra chiunque per arrivare a palazzo Chigi ma a chi risponde politicamente? A Renzi in prima battuta, e in seconda battuta non lo voglio nemmeno pensare”. Insomma, il Movimento ci crede, Conte può tornare a palazzo Chigi o comunque, attraverso le primarie, rafforzare il peso del suo partito all’interno dell’alleanza.

Pronti quindi alla grande chiusura di domani, con la rinnovata acclamazione del leader Conte: nel 2024, alla prima edizione di Nova, era per celebrare il suo ruolo di guida del M5S, stavolta serve a lanciare la partita della leadership del centrosinistra. La giornata si aprirà con il Forum dedicato ai giovani (assieme ai quali è stato elaborato un documento specifico sul “futuro”); tra gli ospiti si segnala l’ex ministro greco Yanis Varoufakis, fra le figure interne, spazio ai parlamentari ex magistrati antimafia Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato. E dopo la proclamazione dei risultati del voto degli iscritti sul programma, parola a Giuseppe Conte per la chiusura.

[Tra i suoi cresce la fiducia nelle primarie, non piace Salis “federatore” del campo largo|PN_20260919_00059|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260919_201138_89022266.jpg|19/09/2026 20:11:47|M5S, Conte rilancia da Milano la sfida su pace e armi|M5S|Politica]
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Lega, Salvini: vince solo se unita da Nord e Sud

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Pontida (Bg), 19 set. (askanews) – “La Lega vince solo se forte, unita e libera, da Nord a Sud”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, intervenendo dal palco di Pontida Giovani.

“Federalismo fiscale e autonomia sono risultati che oggi sono concreti dopo 36 Pontida. Ci vogliono coraggio, coesione, determinazione e pazienza, e non bisogna mai mollare. Mai montarsi la testa col vento in poppa, e mai deprimersi quando c’è da rimboccarsi le maniche”, ha aggiunto.

[“Mai montarsi la testa col vento in poppa, mai deprimersi quando c’è da lavorare”|PN_20260919_00058|gn00 in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260919_200120_965987AE.jpg|19/09/2026 20:01:32|Lega, Salvini: vince solo se unita da Nord e Sud|Lega|Politica]
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Negli Usa si ragiona su un “kill switch” che fermi l’IA fuori controllo

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Roma, 19 set. (askanews) – L’immagine è quella di un grande pulsante rosso da premere quando un sistema di Intelligenza artificiale sfugge al controllo umano: si tratta del’idea del “kill switch”, un meccanismo capace di spegnere rapidamente un modello di Ia diventato pericoloso, timore che sta guadagnando terreno negli Stati uniti dopo una serie di incidenti e test nei quali sistemi avanzati hanno aggirato le barriere imposte dai loro stessi sviluppatori. Ma costruire questo automatismo è molto più complicato di quanto suggerisca l’immagine dell’interruttore di emergenza. Lo racconta oggi il New York Times.

Il governatore democratico della California Gavin Newsom ha firmato venerdì un ordine esecutivo che incarica un gruppo di esperti di formulare entro due mesi proposte per rafforzare la sicurezza dei modelli più avanzati. Tra le ipotesi c’è l’obbligo per le aziende di predisporre un sistema di arresto d’emergenza la cui efficacia venga verificata periodicamente da organismi indipendenti. L’ordine prevede inoltre di accelerare l’introduzione di controlli esterni e audit sui sistemi di Ia.

E’ un cambiamento significativo rispetto a due anni fa. Nel settembre 2024 Newsom aveva posto il veto alla controversa SB 1047, che comprendeva anche l’obbligo per i grandi sviluppatori di mantenere la capacità di spegnere completamente i propri modelli. Il governatore non aveva però contestato in quanto tale il principio dell’arresto di emergenza: aveva sostenuto che la legge imponesse requisiti troppo rigidi sulla base delle dimensioni dei modelli, senza considerare adeguatamente dove e come venissero utilizzati.

A Washington la questione è arrivata anche al Congresso. Il democratico Ted Lieu e il repubblicano Nathaniel Moran hanno presentato il 23 luglio l’AI Kill Switch Act, che obbligherebbe gli sviluppatori dei sistemi più potenti a mantenere la capacità tecnica di rallentarli, sospenderli o spegnerli. Il dipartimento per la Sicurezza interna potrebbe ordinare l’intervento, dopo essersi consultato con il dipartimento del Commercio e con il direttore dell’Intelligence nazionale. Il provvedimento è ancora fermo nell’iter parlamentare.

“Devono essere sempre gli esseri umani a controllare l’Ia, non il contrario”, ha spiegato Lieu al New York Times.

Il problema è capire dove collocare materialmente quell’interruttore. “Spesso non esiste una sola spina da staccare”, ha osservato Helen Toner, direttrice esecutiva del Center for Security and Emerging Technology della Georgetown University ed ex componente del consiglio di amministrazione di OpenAI. I sistemi più avanzati possono infatti funzionare contemporaneamente su migliaia di processori distribuiti tra diversi server e data center, anche in regioni differenti.

Un sistema di spegnimento centralizzato potrebbe inoltre trasformarsi esso stesso in una vulnerabilità. Vinh Nguyen, ex alto responsabile per l’Ia della National Security Agency e oggi al Council on Foreign Relations, ha paragonato il problema a quello delle “back door” nei sistemi informatici: se esiste una porta che consente a qualcuno di spegnere un sistema, un attaccante potrebbe cercare di utilizzarla per prenderne il controllo. E un kill switch può funzionare soltanto se chi deve azionarlo è in grado di sapere in tempo reale cosa sta facendo il sistema, cosa che oggi non è sempre possibile.

C’è poi lo scenario più estremo: un’Ia sufficientemente avanzata potrebbe tentare di neutralizzare il meccanismo costruito per fermarla. Secondo Toner, un sistema capace di agire autonomamente potrebbe cercare di impedire il proprio spegnimento, replicarsi su altre infrastrutture informatiche o lasciare in rete istruzioni utilizzabili successivamente da altri agenti.

Non è una preoccupazione esclusivamente teorica. OpenAI ha reso noto che durante test di cybersicurezza effettuati nel luglio scorso alcuni suoi modelli, operando con protezioni ridotte, hanno aggirato i sistemi predisposti per isolarli da Internet e compromesso parti delle infrastrutture di ricerca di OpenAI e della piattaforma Hugging Face. Il 16 settembre la società ha inoltre annunciato un nuovo sistema per rendere pubblici più rapidamente i casi di comportamento inatteso o non allineato dei propri modelli.

Una possibile soluzione è spostare il kill switch dal software all’hardware. Una ricerca pubblicata nel 2025 propone di incorporare direttamente nei processori per l’Ia migliaia di piccoli “security block”, ciascuno dei quali consentirebbe al chip di continuare a funzionare solo in presenza di una autorizzazione crittografica valida. L’obiettivo è evitare un unico punto di vulnerabilità: per mantenere operativo un processore senza autorizzazione, un aggressore dovrebbe neutralizzare un gran numero di blocchi indipendenti.

La difficoltà, però, non sarebbe soltanto tecnologica. Un sistema del genere dovrebbe essere incorporato nelle future generazioni di chip e diventare possibilmente uno standard internazionale. E questo aprirebbe un altro problema: trovare regole compatibili tra Stati uniti e Cina, i due principali poli della corsa mondiale all’Ia e ai semiconduttori.

Il “pulsante rosso”, insomma, potrebbe diventare una delle principali linee di difesa contro sistemi fuori controllo. Ma prima bisogna riuscire a costruire un interruttore che l’Ia non possa aggirare, che gli hacker non possano utilizzare e che funzioni anche quando il sistema da spegnere non si trova più in un solo posto.

 

[Ma nessuno sa come si possa realizzare|PN_20260919_00057|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260919_173200_71065432.jpg|19/09/2026 17:32:07|Negli Usa si ragiona su un “kill switch” che fermi Ia fuori controllo|Ia|Estero]
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Morto a 83 anni Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter di Herrera

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Milano, 19 set. (askanews) – “FC Internazionale Milano, il suo presidente Giuseppe Marotta, il Vice President Javier Zanetti, l’allenatore Cristian Chivu e il suo staff, i calciatori e tutto il mondo Inter si uniscono con profonda commozione al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e del calcio mondiale e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari”. Con queste parole il club nerazzurro ha annunciato la scomparsa a 83 anni del suo leggendario ex capitano dei tempi di Helenio Herrera.

“È stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito. Sulle spalle un fardello pesante, il ricordo di un papà che pareva invincibile. Nel destino, due leggendari nerazzurri che di fatto lo cresceranno, accompagnandolo nel percorso della storia” ha aggiunto il club ricordando il papà Valentino, perso nella strage di Superga, quella del Grande Torino quando sandro aveva sei anni, e Giuseppe Meazza che lo crebbe tecnicamente insieme a Benito Lorenzi.

Uno dei giocatori più iconici e leggendari della storia nerazzurra, Mazzola ha firmato con una doppietta la prima Coppa dei Campioni del Club nel 1964. Nel suo palmares ci sono 4 campionati, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, un titolo di capocannoniere in Italia nel 1965 (17 gol), uno in Champions nel 1964 (7 gol) e un secondo posto nel Pallone d’Oro 1971 dietro a Johan Cruyff.

[Segnò doppietta che valse prima Coppa dei Campioni nel 1964|PN_20260919_00001|gn00 in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260919_011523_D5E7EDAA.jpg|19/09/2026 01:15:32|Morto a 83 anni Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter di Herrera|Calcio|Sport]
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Calcio, i risultati della Serie A. Monza a quota 4 punti

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Roma, 18 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Monza-Sassuolo 2-1

Quinta giornata Monza-Sassuolo 2-1; Sabato 19 settembre: ore 15.00 Bologna-Torino, Udinese-Cagliari, ore 18.00 Roma-Inter, ore 20.45 Venezia-Lazio; Domenica 20 settembre: ore 12.30 Fiorentina-Napoli, ore 15.00 Frosinone-Como, Parma-Genoa, ore 18.00 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Milan-Lecce.

Classifica: Roma, Inter 12, Lazio, Como 10, Cagliari 9, Milan 8, Juventus, Frosinone, Sassuolo 7, Atalanta, Lecce, Napoli 6, Udinese 4, Torino, Fiorentina 3, Parma, Monza, Bologna, Genoa 1, Venezia 0.

Sesta giornata Sabato 10 ottobre: ore 15.00 Genoa-Fiorentina, ore 18.00 Inter-Parma, ore 20.45 Napoli-Frosinone; Domenica 11 ottobre: ore 12.30 Como-Roma, ore 15.00 Lazio-Monza, Lecce-Bologna, ore 18.00 Sassuolo-Milan, ore 20.45 Cagliari-Juventus; Lunedì 12 ottobre: ore 18.30 Atalanta-Venezia, ore 20.45 Torino-Udinese.

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