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Orlando “Portare al Parlamento Europeo la voce del Mediterraneo”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Qual è il fattore che mi ha spinto a scendere in campo? Un bisogno di futuro, bisogno di fare in modo che l’esperienza che abbiamo vissuto a Palermo, che io ho vissuto con i palermitani, che ho vissuto poi in tutta Italia, potesse essere presente in Europa”. Così in un’intervista all’Italpress Leoluca Orlando, ex sindaco del capoluogo siciliano, candidato capolista nel collegio Isole alle Europee dell’8 e 9 giugno per Alleanza Verdi e Sinistra. “Non è più la stagione della legalità del diritto, ma è la stagione della legalità dei diritti legata alla pace, alla questione ambientale, alla questione sociale. Sicuramente questa alleanza non è di scopo per eleggere qualcuno, ma credo che possa essere un modo concreto per fornire un’opposizione oggi e un’alternanza di governo domani, a questa destra sovranista e intollerante – ha spiegato -. Io continuo a metterci la faccia come sempre ho fatto, in un’impresa sicuramente complessa che andrà bene, anzi benissimo, con il consenso di tutti, perchè sono convinto che c’è una grande voglia di libertà, di essere liberi dalla paura”.
Nei giorni scorsi l’apertura della sua campagna elettorale con una sorta di slogan, ovvero ‘Più Palermo in Europa, più Sicilia e Sardegna in Europa e più Mediterraneo in Europà: “I vertici europei, i vertici della sinistra mi hanno fortemente sollecitato e chiesto di candidarmi perchè vogliono portare al Parlamento europeo una voce mediterranea – ha sottolineato Orlando -. E loro ritengono che l’esperienza che abbiamo vissuto a Palermo, in Sicilia, in Sardegna, nel Mediterraneo, sia un’esperienza fortemente significativa. Questo è il senso di questa candidatura. Israele in questo momento ha già ucciso 36 mila civili e ha provocato un massacro che resterà nella storia come una vergogna. E gli stati europei non fanno nulla”. Per l’ex sindaco di Palermo c’è una realtà nella quale “si mettono insieme trattori e barconi. Perchè trattori e barconi? Perchè noi siamo abituati a separare la questione sociale dalla questione ambientale. Sono fortemente collegati, per cui il barcone esprime il cambiamento climatico, la desertificazione, la fame e la miseria dei popoli che dall’Africa fuggono verso l’Europa e i trattori esprimono la disperazione degli agricoltori che hanno scoperto che la siccità è un male non africano ma è un male anche siciliano. Io credo che occorra con molta forza dire no a questo maltattamento della Sicilia”.
Sulla questione Ponte sullo Stretto: “14 miliardi per realizzare un’opera che già viene bloccata perchè ben 200 osservazioni sono state mosse a questo progetto di ponte da parte delle commissioni tecniche nominate dallo stesso ministero e quindi il sogno salviniano di iniziare i lavori subito ormai è sfumato – ha aggiunto Orlando – ma la cosa drammatica è che questi 14 miliardi sono per un’opera dannosa, inutile, malfatta e malprogettata. Il ponte non si può fare, non si deve fare. La Sicilia oggi è trattata come una colonia alla quale si annuncia una grande opera che non serve a niente”. Infine, Orlando lancia una stoccata al Pd: “Sostengono gli stessi nostri principi, soltanto che hanno una malattia terminale che si chiama correntocrazia…”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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إسرائيل تطلب من الفلسطينيين إخلاء أحياء شرق رفح

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طالب الجيش الإسرائيلي، اليوم، الفلسطينيين بإخلاء الأحياء الشرقية لمدينة رفح، القريبة من الحدود الإسرائيلية، في ظل هجوم مخطط له على المنطقة الجنوبية من قطاع غزة.

وطلبت تل أبيب من المدنيين الانتقال إلى منطقة إنسانية موسعة في منطقتي المواصي وخانيونس.

و ألقي الجيش الإسرائيلي منشورات في شرق رفح، كما أرسل رسائل نصية ومكالمات هاتفية إلى الفلسطينيين تحتوي على تعليمات حول المناطق التي يجب إخلاؤها والطرق التي يجب اتباعها للوصول إلى منطقة إنسانية معينة.

وينطبق أمر الإخلاء حاليًا على بعض الأحياء الشرقية لرفح فقط، وليس على المدينة بأكملها في جنوب غزة.

وقال الجيش الإسرائيلي في بيان إنه “وفقا لموافقة المستوى السياسي، يدعو الجيش الإسرائيلي السكان الخاضعين لسيطرة حماس إلى الإخلاء مؤقتا من الأحياء الشرقية لرفح إلى المنطقة الإنسانية الموسعة”.

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All’Università Cattolica di Milano, arriva il primo Animation Day

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MILANO (ITALPRESS) – Mettere in contatto gli studenti con il mondo dell’animazione, illustrando le opportunità professionali di un settore in continua crescita e il suo stato dell’arte. Giovedì 9 maggio 2024 arriva all’Università Cattolica di Milano il primo Animation Day, un convegno aperto a tutti che coinvolge i principali player dell’animazione italiana. Showlab, Red Monk, Lynx MF, Rigotz Stories, Studio Bozzetto, Studio Campedelli, Enanimation, MAD Entertainment, T-Rex Digimation, Movimenti Production: in rappresentanza di Cartoon Italia, 10 case di produzione che portano in alto l’animazione in Italia e nel mondo si raccontano attraverso le loro case histories e si confrontano in tavole rotonde e dibattiti su questa industria, che solo nel nostro Paese fattura 200 milioni di euro all’anno, con un’occupazione aumentata del 30% negli ultimi 6 anni e che coinvolge circa 6.000 persone (dati Cartoon Italia, 2023). L’evento, che si svolgerà interamente in inglese dalle 9.15 alle 16.30 presso la sede in Largo A. Gemelli 1 nell’Aula Pio XI, è realizzato dal corso di Laurea Magistrale dell’Università Cattolica The art and industry of narration: from literature to cinema and tv in collaborazione con Cartoon Italia. “Da più di due decenni ormai siamo impegnati a rafforzare sempre più un polo dell’audiovisivo anche a Milano ed ergerla a capitale italiana dell’industria narrativa – afferma Armando Fumagalli, coordinatore dell’iniziativa, insieme a Raffaele Chiarulli dell’Università Cattolica, oltre che ideatore e coordinatore del corso di laurea magistrale The art and industry of narration: from literature to cinema and tv, che presta una particolare attenzione all’animazione e alla produzione di contenuti per bambini, e ha recentemente firmato una convenzione proprio con Cartoon Italia. “Nello specifico, questo Animation Day vuole dare voce a un settore, quello dell’animazione, capace di unire grande creatività e maestria tecnica e di offrire concrete opportunità professionali. L’intenzione è che questa iniziativa possa diventare un appuntamento fisso che si affianchi a quello del Milano Pitch, che da 6 anni unisce le maggiori case di produzione dell’audiovisivo e le aziende dell’editoria a giovani autori lombardi”, conclude Fumagalli, anche direttore del Master in International Screenwriting and Production (MISP), da oltre 20 anni fucina degli sceneggiatori delle serie più amate come DOC – Nelle tue mani, Blanca, Don Matteo, Un passo dal cielo. “Abbiamo colto l’invito del professor Fumagalli a organizzare insieme questo primo Animation Day dell’Università Cattolica, nella consapevolezza che un’opera audiovisiva di qualità nasca dalla base, ossia dal talento e dalla formazione degli autori e delle maestranze che vi lavorano – così Maria Carolina Terzi, presidente di Cartoon Italia – La nostra collaborazione con l’Università è nata in modo spontaneo nell’ambito del Master in International Screenwriting and Production (MISP) e ha dato inizio a tanti tirocini e primi impieghi per i neo-diplomati al Master: story editor, sceneggiatori e producer. Di recente abbiamo voluto rendere ufficiale questa collaborazione con la firma di una Convenzione, che coinvolge sia il Master sia la Laurea Magistrale, come spunto concreto per nuovi progetti ed eventi”.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Animation Day

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Europee, Morelli “Modello Von der Leyen ha danneggiato l’Italia”

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ROMA (ITALPRESS) – “La Lega è il partito più europeista che ci sia. ‘Meno Europa più Italià vuol dire parlare di interessi nazionali, che non sono in antitesi rispetto all’Europa”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al coordinamento del Cipess, Alessandro Morelli, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni Europee” dell’agenzia Italpress. “Di certo non ci sentiamo rappresentati da un’Europa che oggi è a guida von der Leyen, che è quella che ha causato i principali danni al nostro Paese”, come “la direttiva sulla casa green e il bando al 2035 del motore endotermico, che costeranno miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro” e che “sono state delle scelte ideologiche fatte dalla Commissione Europea. Noi non ce l’abbiamo con l’Europa, ce l’abbiamo con questo modello di Commissione”. Il sovranismo? “Lo vuole anche l’Europa” che “finalmente ci sta dicendo che serve maggiore autonomia per quanto riguarda il settore energetico, per le materie prime essenziali, anche quelle legate anche agli strumenti tecnologici”, ha aggiunto.
L’auspicio “è che oggi il modello di centrodestra italiano possa essere replicato anche in Europa. Certo, a questo punto tutti i partiti del centrodestra devono riconoscersi nella grande coalizione di centrodestra” e nei suoi valori, come “la centralità della famiglia, le radici giudaico-cristiane della nostra Europa, un’integrazione che possa permettere agli immigrati di entrare nella nostra cultura e non di essere noi costretti a integrarci in altre culture”, ha spiegato, sottolineando che i partiti di centrodestra “devono annunciare di non voler fare accordi con la sinistra europea, altrimenti sarà un nuovo modello Ursula”.
Tra coloro che sosterranno von der Leyen, secondo Morelli, c’è il presidente francese Emmanuel Macron, che recentemente ha parlato di inviare soldati in Ucraina. “Assicuriamo che non manderemo i giovani italiani a combattere una guerra che non solo non è nostra, ma è fuori dall’Europa”. Poi, sulla candidatura alle europee del generale Roberto Vannacci, ha spiegato Morelli, “sono felice che si sia messo a disposizione degli italiani, ritengo che abbia onorato la bandiera tricolore e che la sua candidatura sia assolutamente legittima. E’ la cosa la cosa giusta da fare, chiaramente vedremo se gli italiani valuteranno positivamente la sua candidatura o meno”.
Tra i temi ‘caldì c’è sicuramente il ponte sullo Stretto di Messina. “Il nostro obiettivo è quello di rendere la Sicilia la piattaforma naturale e logistica migliore d’Europa: non è ‘provincialè, cioè collegare due medie città italiane come Messina e Reggio Calabria o due importanti regioni italiane del Sud che hanno bisogno di una crescita economica come la Sicilia e la Calabria. Il nostro obiettivo è collegare Palermo con Milano, Berlino e Parigi, è chiaramente un obiettivo di visione per mettere l’Italia al centro dello scacchiere internazionale come crocevia della logistica internazionale”. In questo modo, “le navi che arrivano da Suez non dovranno fare il giro d’Europa per arrivare a Rotterdam o ad Amburgo ma finalmente possono scaricare le loro merci dalla Sicilia e, grazie al treno, spostarle al centro nord o in Europa”. La prima pietra? “Il sogno è che entro l’estate, quindi entro fine settembre, si possa mettere. Come sappiamo ci sono varie problematiche, stiamo parlando dell’opera del secolo, un’opera fondamentale di cui si parla da 50 anni e anche di più. Speriamo che avvenga nel più breve tempo possibile, che sia a settembre o ottobre cambia poco: l’importante è che sia entro l’anno”. Il ponte sullo Stretto è solo uno degli obiettivi da raggiungere. “Ci siamo ritrovati con un’Italia che purtroppo dal punto di vista delle statistiche europee era piuttosto indietro, però il Governo vuole investire oltre un miliardo e mezzo solo sul tema dell’intelligenza artificiale, uno dei tasselli del mosaico che permetterà all’Italia di essere veramente sul pezzo sul fronte dell’innovazione tecnologica. Purtroppo l’Europa è rimasta molto indietro” e l’obiettivo è recuperare “con questi importanti investimenti, che non devono coinvolgere solo il pubblico, ma soprattutto i privati”.
Per quanto riguarda la sanità, “l’attuale momento è frutto di una serie di scelte fatte nel corso degli anni e quindi non basta fare ‘on-off’: per esempio togliere il numero chiuso alla facoltà di medicina è una cosa giusta che questo governo ha fatto, però la soluzione non si vedrà tra due mesi, perchè i giovani che entreranno l’anno prossimo saranno laureati fra 5 anni e poi dovranno fare il praticantato, quindi sarà un percorso di medio-lungo periodo”. Anche l’assenza dei medici di medicina generale “è dovuta a scelte che sono state fatte nel corso degli anni precedenti”, mentre il problema delle lista d’attesa “non è legato alla volontà di nessuno: come tutti sappiamo, col Covid c’è stato un blocco delle visite per cui ancora oggi abbiamo i rimasugli di quello che è stato causato da quell’emergenza”. Sicuramente “il governo per iniziare un percorso di miglioramento” ha previsto “un aumento dei fondi, con 3 miliardi in più” sulla sanità. Sul Pnrr invece “ci sono luci e ombre, per oltre 200 miliardi di investimenti non esiste la bacchetta magica. E’ un incredibile strumento economico-finanziario, messo a disposizione di vari Paesi europei. L’Italia ha deciso di essere protagonista principale: siamo all’interno della macchina e sarebbe stato oggettivamente sciocco rallentarla”, quindi “perseguiamo l’ottenimento del massimo numero di obiettivi”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Europee, Morelli “Modello Von der Leyen ha danneggiato l’Italia”

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ROMA (ITALPRESS) – “La Lega è il partito più europeista che ci sia. ‘Meno Europa più Italià vuol dire parlare di interessi nazionali, che non sono in antitesi rispetto all’Europa”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al coordinamento del Cipess, Alessandro Morelli, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni Europee” dell’agenzia Italpress. “Di certo non ci sentiamo rappresentati da un’Europa che oggi è a guida von der Leyen, che è quella che ha causato i principali danni al nostro Paese”, come “la direttiva sulla casa green e il bando al 2035 del motore endotermico, che costeranno miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro” e che “sono state delle scelte ideologiche fatte dalla Commissione Europea. Noi non ce l’abbiamo con l’Europa, ce l’abbiamo con questo modello di Commissione”. Il sovranismo? “Lo vuole anche l’Europa” che “finalmente ci sta dicendo che serve maggiore autonomia per quanto riguarda il settore energetico, per le materie prime essenziali, anche quelle legate anche agli strumenti tecnologici”, ha aggiunto.
L’auspicio “è che oggi il modello di centrodestra italiano possa essere replicato anche in Europa. Certo, a questo punto tutti i partiti del centrodestra devono riconoscersi nella grande coalizione di centrodestra” e nei suoi valori, come “la centralità della famiglia, le radici giudaico-cristiane della nostra Europa, un’integrazione che possa permettere agli immigrati di entrare nella nostra cultura e non di essere noi costretti a integrarci in altre culture”, ha spiegato, sottolineando che i partiti di centrodestra “devono annunciare di non voler fare accordi con la sinistra europea, altrimenti sarà un nuovo modello Ursula”.
Tra coloro che sosterranno von der Leyen, secondo Morelli, c’è il presidente francese Emmanuel Macron, che recentemente ha parlato di inviare soldati in Ucraina. “Assicuriamo che non manderemo i giovani italiani a combattere una guerra che non solo non è nostra, ma è fuori dall’Europa”. Poi, sulla candidatura alle europee del generale Roberto Vannacci, ha spiegato Morelli, “sono felice che si sia messo a disposizione degli italiani, ritengo che abbia onorato la bandiera tricolore e che la sua candidatura sia assolutamente legittima. E’ la cosa la cosa giusta da fare, chiaramente vedremo se gli italiani valuteranno positivamente la sua candidatura o meno”.
Tra i temi ‘caldì c’è sicuramente il ponte sullo Stretto di Messina. “Il nostro obiettivo è quello di rendere la Sicilia la piattaforma naturale e logistica migliore d’Europa: non è ‘provincialè, cioè collegare due medie città italiane come Messina e Reggio Calabria o due importanti regioni italiane del Sud che hanno bisogno di una crescita economica come la Sicilia e la Calabria. Il nostro obiettivo è collegare Palermo con Milano, Berlino e Parigi, è chiaramente un obiettivo di visione per mettere l’Italia al centro dello scacchiere internazionale come crocevia della logistica internazionale”. In questo modo, “le navi che arrivano da Suez non dovranno fare il giro d’Europa per arrivare a Rotterdam o ad Amburgo ma finalmente possono scaricare le loro merci dalla Sicilia e, grazie al treno, spostarle al centro nord o in Europa”. La prima pietra? “Il sogno è che entro l’estate, quindi entro fine settembre, si possa mettere. Come sappiamo ci sono varie problematiche, stiamo parlando dell’opera del secolo, un’opera fondamentale di cui si parla da 50 anni e anche di più. Speriamo che avvenga nel più breve tempo possibile, che sia a settembre o ottobre cambia poco: l’importante è che sia entro l’anno”. Il ponte sullo Stretto è solo uno degli obiettivi da raggiungere. “Ci siamo ritrovati con un’Italia che purtroppo dal punto di vista delle statistiche europee era piuttosto indietro, però il Governo vuole investire oltre un miliardo e mezzo solo sul tema dell’intelligenza artificiale, uno dei tasselli del mosaico che permetterà all’Italia di essere veramente sul pezzo sul fronte dell’innovazione tecnologica. Purtroppo l’Europa è rimasta molto indietro” e l’obiettivo è recuperare “con questi importanti investimenti, che non devono coinvolgere solo il pubblico, ma soprattutto i privati”.
Per quanto riguarda la sanità, “l’attuale momento è frutto di una serie di scelte fatte nel corso degli anni e quindi non basta fare ‘on-off’: per esempio togliere il numero chiuso alla facoltà di medicina è una cosa giusta che questo governo ha fatto, però la soluzione non si vedrà tra due mesi, perchè i giovani che entreranno l’anno prossimo saranno laureati fra 5 anni e poi dovranno fare il praticantato, quindi sarà un percorso di medio-lungo periodo”. Anche l’assenza dei medici di medicina generale “è dovuta a scelte che sono state fatte nel corso degli anni precedenti”, mentre il problema delle lista d’attesa “non è legato alla volontà di nessuno: come tutti sappiamo, col Covid c’è stato un blocco delle visite per cui ancora oggi abbiamo i rimasugli di quello che è stato causato da quell’emergenza”. Sicuramente “il governo per iniziare un percorso di miglioramento” ha previsto “un aumento dei fondi, con 3 miliardi in più” sulla sanità. Sul Pnrr invece “ci sono luci e ombre, per oltre 200 miliardi di investimenti non esiste la bacchetta magica. E’ un incredibile strumento economico-finanziario, messo a disposizione di vari Paesi europei. L’Italia ha deciso di essere protagonista principale: siamo all’interno della macchina e sarebbe stato oggettivamente sciocco rallentarla”, quindi “perseguiamo l’ottenimento del massimo numero di obiettivi”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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“Sciara-prima c’agghiorna”, a New York monologo antimafia in siciliano

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di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Applausi, emozione e commozione a New York per “Sciara – Prima c’agghiorna”, monologo teatrale scritto e recitato in siciliano dall’attrice marsalese Luana Rondinelli, diretto da Giovanni Carta e accompagnato dalla musica del trio i Musicanti.
Lo spettacolo fa parte del ricco programma di “In Scena 2024!”, Festival del Teatro Italiano a New York fondato e diretto da Laura Caparrotti, alla sua 11esima edizione e che si sta svolgendo fino al 13 maggio in tutti i borough di New York: oltre Manhattan, anche a Brooklyn, Staten Island, Bronx e Queens.
“Sciara – Prima c’agghiorna” ha avuto un forte impatto nelle rappresentazioni viste finora al Center for Italian Modern Art (CIMA) e alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University.
Tra le vittime della mafia nella Sicilia del dopoguerra, ci furono innanzitutto i giovani leader sindacali che, nonostante l’avvertimento stragista di Portella della Ginestra il primo maggio 1947, non si arresero nella sfida per i diritti dei contadini.
“Sciara – Prima c’agghiorna”, racconta in siciliano recitato e accompagnato dalla colonna musicale originale composta da I Musicanti, il coraggio e la perseveranza di Francesca Serio (Luana Rondinelli), la prima donna che portò alla sbarra la mafia, anche se il suo tentativo di ottenere giustizia, fu poi mortificato da uno stato italiano che allora, in piena guerra fredda, restava colluso con gli interessi di Cosa Nostra. Serio denunciò mandanti ed esecutori mafiosi che nel 1955 vollero l’omicidio di suo figlio Salvatore Carnevale, attivista socialista impegnato nelle lotte sindacali dell’epoca nell’isola.
La struttura dello spettacolo giostra sull’alternanza tra i monologhi recitati da Rondinelli – che interpreta con estro vari personaggi oltre a quello della protagonista “mamma Carnevale” – e gli stupendi brani del trio I Musicanti, composto dalla cantante Debora Messina, alla chitarra classica Gregorio Caimi e al violoncello Enzo Toscano.
L’opera fa vibrare di emozioni gli spettatori, ai quali arriva quel dolore di una madre che perde il figlio, una sofferenza qui annunciata in un sogno ancor prima che la morte violenta diventi realtà.
L’opera parte dalla nascita di un bambino dato alla luce da una madre ritenuta “disonorata e butt…” perchè, lei contadina analfabeta di un piccolo paese nella Sicilia degli anni Venti del secolo scorso, decide tra enormi difficoltà che ci penserà lei, da sola e “travagghiando”, a crescere e far studiare “su figghiu”. Così dalla nativa Galati, nel messinese, Francesca si trasferirà a Sciara, paese del palermitano, in cerca di lavoro.
Passano gli anni, e dopo essere tornato vivo dalla guerra voluta dal fascismo, (“Ma picchì l’omini si fanno a guerra?” Si domanda sconsolata Francesca) l’ex soldato Salvatore, grazie agli studi precedenti al quale lo avevo spinto la madre analfabeta e a quel carattere che rifiuta le ingiustizie sui più deboli, intraprende la lotta politica per la riforma agraria, arrivando alla leadership sindacale. Dopo essere stato arrestato più volte dai carabinieri “come avvertimento”, e aver rifiutato di farsi corrompere dalla mafia, alleata dei poteri che vogliono contenere le rivendicazioni dei braccianti siciliani, “Turiddu” viene ammazzato, un destino che nell’isola avvenne per tanti altri sindacalisti dell’epoca.
La madre, che aveva in un sogno premonitore già assistito all’omicidio del figlio, non riuscirà a farlo recedere dalla sua lotta per i diritti dei contadini. Del resto lei stessa ha cresciuto quel figlio trasmettendogli quel suo carattere indomito. Anche “mamma Carnevale”, quindi, non verrà messa a tacere e denuncia gli assassini mafiosi del figlio.
Gli scialli neri indossati da Luana Rondinelli e Debora Messina, mentre alla recitazione si alternano magnifiche melodie in siciliano, accentuano il dolore del lutto che incombe. Quello di Francesca Serio è straziante quanto quello trasmesso da un’altra madre nell’indimenticabile scena del cimitero nel film “Salvatore Giuliano” di Francesco Rosi.
Dal caloroso pubblico di New York, la performance di Rondinelli in siciliano stretto, accompagnata dalle melodie dei Musicanti, viene seguita attraverso i “sopra-titoli” in inglese che scorrono in alto sul palcoscenico.
Così “Prima c’agghiorna” restituisce al pubblico del CIMA così come a quello della NYU nel Village, l’originaria funzione dell’arte del teatro: raccontare le gesta dei giusti caduti nell’oblio, per diffondere tra i vivi la loro forza.
Lo spettacolo “Sciara – prima c’agghiorna” il 25 maggio sarà rappresentato nel parco archeologico di Selinunte, in provincia di Trapani, insieme a molti altri artisti italiani, per un grande concerto contro la mafia.

– Foto xo9/Italpress –

(ITALPRESS).

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“Sciara – Prima c’agghiorna”, il teatro in siciliano emoziona a New York

“sciara-–-prima-c’agghiorna”,-il-teatro-in-siciliano-emoziona-a-new-york

di Stefano Vaccara
NEW YORK (ITALPRESS) – Applausi, emozione e commozione a New York per “Sciara – Prima c’agghiorna”, monologo teatrale scritto e recitato in siciliano dall’attrice marsalese Luana Rondinelli, diretto da Giovanni Carta e accompagnato dalla splendida musica del trio i Musicanti.
Lo spettacolo fa parte del ricco programma di “In Scena 2024!”, Festival del Teatro Italiano a New York fondato e diretto da Laura Caparrotti, alla sua 11esima edizione e che si sta svolgendo fino al 13 maggio in tutti i borough di New York: oltre Manhattan, anche a Brooklyn, Staten Island, Bronx e Queens.
“Sciara – Prima c’agghiorna” ha avuto un forte impatto nelle rappresentazioni viste finora al Center for Italian Modern Art (CIMA) e alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University.
Tra le vittime della mafia nella Sicilia del dopoguerra, ci furono innanzitutto i giovani leader sindacali che, nonostante l’avvertimento stragista di Portella della Ginestra il primo maggio 1947, non si arresero nella sfida per i diritti dei contadini.
“Sciara – Prima c’agghiorna” racconta in siciliano recitato e accompagnato dalla colonna musicale originale composta da I Musicanti, il coraggio e la perseveranza di Francesca Serio (Luana Rondinelli), la prima donna che portò alla sbarra la mafia, anche se il suo tentativo di ottenere giustizia, fu poi mortificato da uno stato italiano che allora, in piena guerra fredda, restava colluso con gli interessi di Cosa Nostra. Serio denunciò mandanti ed esecutori mafiosi che nel 1955 vollero l’omicidio di suo figlio Salvatore Carnevale, attivista socialista impegnato nelle lotte sindacali dell’epoca nell’isola.
La struttura dello spettacolo giostra sull’alternanza tra i monologhi recitati da Rondinelli – che interpreta con estro vari personaggi oltre a quello della protagonista “mamma Carnevale” – e gli stupendi brani del trio I Musicanti, composto dalla cantante Debora Messina, alla chitarra classica Gregorio Caimi e al violoncello Enzo Toscano.
L’opera fa vibrare di emozioni gli spettatori, ai quali arriva quel dolore di una madre che perde il figlio, una sofferenza qui annunciata in un sogno ancor prima che la morte violenta diventi realtà.
L’opera parte dalla nascita di un bambino dato alla luce da una madre ritenuta “disonorata e butt…na” perché, lei contadina analfabeta di un piccolo paese nella Sicilia degli anni Venti del secolo scorso, decide tra enormi difficoltà che ci penserà lei, da sola e “travagghiando”, a crescere e far studiare “su figghiu”. Così dalla nativa Galati, nel messinese, Francesca si trasferirà a Sciara, paese del palermitano, in cerca di lavoro.
Passano gli anni, e dopo essere tornato vivo dalla guerra voluta dal fascismo, (“Ma picchì l’omini si fanno a guerra?” Si domanda sconsolata Francesca) l’ex soldato Salvatore, grazie agli studi precedenti al quale lo avevo spinto la madre analfabeta e a quel carattere che rifiuta le ingiustizie sui più deboli, intraprende la lotta politica per la riforma agraria, arrivando alla leadership sindacale. Dopo essere stato arrestato più volte dai carabinieri “come avvertimento”, e aver rifiutato di farsi corrompere dalla mafia, alleata dei poteri che vogliono contenere le rivendicazioni dei braccianti siciliani, “Turiddu” viene ammazzato, un destino che nell’isola avvenne per tanti altri sindacalisti dell’epoca. La madre, che aveva in un sogno premonitore già assistito all’omicidio del figlio, non riuscirà a farlo recedere dalla sua lotta per i diritti dei contadini. Del resto lei stessa ha cresciuto quel figlio trasmettendogli quel suo carattere indomito. Anche “mamma Carnevale”, quindi, non verrà messa a tacere e denuncia gli assassini mafiosi del figlio.
Gli scialli neri indossati da Luana Rondinelli e Debora Messina, mentre alla recitazione si alternano magnifiche melodie in siciliano, accentuano il dolore del lutto che incombe. Quello di Francesca Serio è straziante quanto quello trasmesso da un’altra madre nell’indimenticabile scena del cimitero nel film “Salvatore Giuliano” di Francesco Rosi.
Dal caloroso pubblico di New York, la performance di Rondinelli in siciliano stretto, accompagnata dalle melodie dei Musicanti, viene seguita attraverso i “sopra-titoli” in inglese che scorrono in alto sul palcoscenico.
Così “Prima c’agghiorna” restituisce al pubblico del CIMA così come a quello della NYU nel Village, l’originaria funzione dell’arte del teatro: raccontare le gesta dei giusti caduti nell’oblio, per diffondere tra i vivi la loro forza.
Lo spettacolo “Sciara – prima c’agghiorna” il 25 maggio sarà rappresentato nel parco archeologico di Selinunte, in provincia di Trapani, insieme a molti altri artisti italiani, per un grande concerto contro la mafia.
– foto xo9 Italpress –
(ITALPRESS)

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DA PIOLI AD ALLEGRI, LA DURA VITA DEGLI ALLENATORI

L’Inter scudettata è caduta il 4, a Reggio Emilia, giusto per ricordare quel pur lontano 5 maggio che ne macchiò la storia. “Era de maggio, io no, nun mme ne scordo…”. E non sono pochi quelli che si porteranno appresso la inimitabile voce di Murolo giusto per addolcire altre voci. Quelle dei gossipari e dei tifosi che invocano ad esempio l’uscita di scena di Stefano Pioli. Erano rumorose da tempo, reboanti mentre il Genoa si travestiva da giustiziere di un Milan senza difesa.
Non so cosa sarà di Pioli, certo non avranno il coraggio di esonerarlo, se ne libereranno alla fine scaricando su di lui tutti gli errori di un club che all’improvviso sembra essersi perso. E serve poco dirgli – a quei signori – che quel che succede è il risultato di un comportamento da inesperti malconsigliati. Il Milan ha da tempo ritirato la fiducia a Pioli, lo ha esposto a un dibattito offensivo, l’ha gettato fra le braccia degli ultras. E dei giocatori menefreghisti. Un esonero virtuale che ha assunto sostanza.
E Allegri? Dopo la partitissima della Juve con la Roma di Svilar è ancora in sella. Odiato dagli schizzinosi. Il seguito alla prossima puntata.
L’esonero di un allenatore è solitamente accompagnato da Sentiti Ringraziamenti, il rito ipocrita che si ripete da un secolo. Solo raramente le vittime della gogna hanno reagito con forza all’ingiustizia diffusa, a volte palese. Non dimenticherò mai quello spiritaccio di Bela Guttmann che nel ’55 fu licenziato dal Milan con la squadra al primo posto in Serie A: lasciò Milano polemicamente ma con soldi. Peggio andò al Benfica: a Lisbona Bela vinse due volte consecutive il campionato e 2 Coppe dei Campioni nel 1960/61 e nel 1961/62 lanciando Eusebio, ‘La Pantera Nerà. Fu cacciato per una banale pretesa di un pugno di dollari e rispose all’affronto con la famosa maledizione “Da qui a cento anni il Benfica non vincerà mai una Coppa dei Campioni”. E il Benfica è ancora lì, nell’angolo dei dannati.
Leggende a parte, la Serie A quest’anno ha mostrato sulle panchine 14 nuovi tecnici dopo l’esonero di nove titolari conquistando il record europeo ma soprattutto punte eccezionali di ridicolo. Soprattutto là dove si sono susseguiti fino a tre tecnici per partita, smentendo quello che viene “passato” come motivo dominante dell’esonero: “Non ha più in mano la squadra”. Infatti – guardate in particolare il Napoli, ma merita attenzione anche la Salernitana – nessuno dei sostituti è riuscito a “prendere” la squadra. Escluso De Rossi. Ma il fallimento di Mourinho – colui che “conquistò” Dybala e Lukaku – fu deciso dalla società giallorossa quando gli americani di Roma trasmisero in corso d’opera ai calciatori la sfiducia nel tecnico. “Sò ragazzi”, dicono a Roma. Ma chi segue con esperienza il calcio sa che alla fine sono le…ragazzate a decidere il destino della squadra.
italo.cucci@italpress.com

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Ucraina, Salvini “Gravissimo errore di Macron, forse è in difficoltà”

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Ucraina, Salvini

TORINO (ITALPRESS) – “Mai, Mai nel mio nome, e mai con l’ok della Lega, un solo figlio d’Italia a combattere e morire in Ucraina. E penso che Macron quando continua a ribadire questa possibilità, commette un errore gravissimo, e sia una persona o in difficoltà,
o pericolosa”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, parlando a margine di un evento a Torino, sul possibile impiego dei militari
italiani in Ucraina. (ITALPRESS)

xb2/trl/gtr

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Schlein “Abolire Jobs Act è ricucitura con i nostri elettori”

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ROMA (ITALPRESS) – La decisione di firmare i referendum della Cgil per l’abolizione del Jobs Act “non è una sorpresa: ho detto dall’inizio che tanti del Pd avrebbero firmato e naturalmente anch’io, che già nel 2015 ero in piazza con la Cgil contro l’abolizione dell’articolo 18. Credo che ancora oggi il tema di come interveniamo sui licenziamenti ingiusti sia molto attuale”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a “Non stop news” su Rtl 102.5. “Guardiamo sempre con interesse alle iniziative del sindacato, anche se oggi il Partito Democratico è impegnato nella campagna per le europee ed è impegnato in un’altra raccolta firme sul salario minimo”. L’abolizione del Jobs Act “era un punto fondamentale della campagna che abbiamo fatto alle primarie l’anno scorso, un punto anche di ricucitura rispetto ad alcune scelte sbagliate del passato che evidentemente anche i nostri elettori – se ci hanno premiato alle primarie – non ritenevano corrette”, ha aggiunto. “Chiaramente noi oggi continuiamo anche in Parlamento la nostra battaglia contro la precarietà e contro il lavoro povero”, ha concluso Schlein.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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