Milano, 14 ott. (askanews) – “I Commissari ribadiscono che Taranto e Genova continuano a produrre e continueranno a farlo nei prossimi mesi, con il richiamo del personale necessario dalla Cigs, mentre per Novi Ligure si lavora a una soluzione dello stesso tipo. Le brevi sospensioni tecniche previste tra una fase e l’altra sono parte di un piano di continuità produttiva e occupazionale, non di una cessazione dell’attività ”. E’ quanto si legge in un comunicato dei Commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
I Commissari confermano così che gli stabilimenti dell’ex Ilva di Taranto e di Genova non chiudono e continuano a produrre. In particolare per Taranto i Commissari hanno avviato con alcune principali imprese siderurgiche italiane un accordo per l’attività di “laminazione conto Terzi”. L’attività ha già portato alla sottoscrizione, con tre società , di ordini per la laminazione conto terzi di circa 365.000 tonnellate di bramme. I Commissari hanno già richiamato il personale degli impianti marittimi e del trasporto ferroviario. Il programma prevede il richiamo dalla Cigs del personale di esercizio e manutenzione del Treno Nastri 2 nei primi giorni di novembre, la laminazione dal 10 novembre al 14 dicembre e la messa in sicurezza degli impianti entro il 19 dicembre. Una seconda fase è programmata dal 7 gennaio per tutto il mese, e si sta lavorando per ampliare gli ordini e definire accordi con altri operatori per l’intero primo semestre 2027.
Anche lo stabilimento di Genova non cessa la produzione: le linee di zincato, decapato e banda stagnata proseguono la lavorazione, con l’impiego delle maestranze, fino a fine novembre. Parallelamente, sul modello di Taranto, i Commissari conducono trattative avanzate con operatori esterni per accordi commerciali, anche di “laminazione conto Terzi”, a sostegno delle stesse linee. La finalizzazione è prevista entro circa 10 giorni. Gli accordi assicureranno allo stabilimento una fornitura di 35.000 tonnellate mensili di coils, con il richiamo del personale necessario a partire dall’11 gennaio.
Novi Ligure, assicurano i commissari, non sarà soggetta a chiusura: a tal fine, spiegano, è stato attivato un piano di intervento volto a contenere gli effetti della contrazione produttiva, salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali e tutelare l’indotto. La principale criticità è oggi rappresentata dalla disponibilità di coils con caratteristiche idonee alla laminazione nel sito. I Commissari, ritengono comunque che entro il primo trimestre 2027 “sarà possibile, ragionevolmente, trovare le medesime soluzioni già individuate per Taranto e Genova”.





