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Friburgo, viaggio nella città verde ai piedi della Foresta Nera

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Friburgo, viaggio nella città verde ai piedi della Foresta Nera

Milano, 22 set. (askanews) – La prima cosa che sorprende un italiano a Friburgo non è la cattedrale gotica, e neppure l’acqua che corre nei canaletti – questa estate a secco per a siccità – lungo le strade. È l’assenza. Mancano le automobili, o almeno ne manca quella quantità che da noi consideriamo un fenomeno naturale, come la pioggia in novembre e le discussioni sul campionato. Il centro si attraversa a piedi senza dover negoziare ogni incrocio. I tram passano frequenti, le biciclette arrivano da ogni direzione e i bambini possono distrarsi senza che un adulto li richiami continuamente all’ordine con il nostro riflesso nazionale: ‘Attento alla macchina’.

Friburgo im Breisgau, poco meno di 240 mila abitanti nell’angolo sud-occidentale della Germania, ha cominciato a togliere spazio alle auto quando in gran parte d’Europa si faceva il contrario. Il centro storico è pedonale dal 1973 e da allora l’area riservata a chi cammina è stata ampliata più volte. La città investe da decenni in tram, piste ciclabili e quartieri costruiti attorno al trasporto pubblico. Il risultato, secondo il Comune, è che il 79 per cento degli spostamenti avviene a piedi, in bicicletta o sui mezzi pubblici.

Il dato è significativo ma l’effetto reale si coglie per strada. La sostenibilità qui perde il tono penitenziale che spesso le viene attribuito: niente aria da seminario, nessun invito pauperista a limitare i consumi. Semplicemente, muoversi senza automobile è facile. Con il Deutschlandticket, che dal 2026 costa 63 euro al mese, si viaggia sui mezzi urbani e sul trasporto regionale in tutta la Germania. Non comprende i treni ad alta velocità, ma per la vita quotidiana cambia tutto. L’auto rimane disponibile, ma se ne può fare a meno. E mentre le città italiane discutono ogni nuova area pedonale come se si stesse cedendo territorio a una potenza straniera, a Friburgo la rinuncia a qualche parcheggio è stata trasformata in strade più quiete, aria migliore, negozi raggiungibili, bambini che giocano. Le restrizioni funzionano perché l’alternativa arriva prima o insieme al divieto. La morale, per una volta, è stata sostituita da un tram puntuale.

Il quartiere dove i bambini hanno preso il posto delle auto

Il manifesto urbano di Friburgo si trova tre chilometri a sud del centro e si chiama Vauban. Fino ai primi anni Novanta era una caserma occupata dall’esercito francese. Dopo il ritiro dei militari, il Comune acquistò l’area e la trasformò, attraverso un lungo processo di progettazione al quale parteciparono anche i futuri abitanti, in uno dei quartieri ecologici più studiati d’Europa.

Vauban viene spesso descritto come ‘senza auto’. In realtà le macchine esistono, ma nella maggior parte delle strade residenziali non possono sostare davanti alle case. Chi ne possiede una deve acquistare o affittare un posto nei garage multipiano ai margini del quartiere. Il tram attraversa l’insediamento, le fermate sono vicine alle abitazioni, il car sharing completa l’offerta. Le strade liberate dalla sosta sono diventate cortili allungati: alberi, panchine, biciclette, giochi lasciati sull’asfalto.

Gli edifici consumano poca energia; alcuni ne producono più di quanta ne usino grazie ai pannelli solari. La Solarsiedlung progettata dall’architetto Rolf Disch ha fatto scuola con le sue case ‘plus-energy’. Poco distante, nel quartiere di Wiehre, l’Heliotrop dello stesso Disch è una casa cilindrica che ruota seguendo il sole: una macchina abitabile dall’aspetto ancora avveniristico, benché sia stata completata nel 1994.

Vauban testimonia che una diversa organizzazione degli spazi può funzionare, anche non è l’utopia realizzata che raccontano certi dépliant. Le case costano, il quartiere si è progressivamente imborghesito e la scarsità di alloggi è un problema anche a Friburgo. Gli stessi abitanti discutono di traffico, parcheggi e nuove costruzioni. È una città vera, dunque imperfetta.

Una città medievale con l’acqua ai piedi

Dal futuro di Vauban al centro antico bastano pochi minuti di tram. Qui la città verde cambia improvvisamente età. I Bächle, i canaletti alimentati dall’acqua della Dreisam che corrono ai lati delle strade, sono documentati fin dal Medioevo e molto amate dai cittadini. Servivano a portare acqua per diversi usi, compreso lo spegnimento degli incendi e l’abbeveraggio degli animali; oggi rinfrescano le vie nelle giornate calde e forniscono ai bambini una rete navigabile in miniatura. Nei negozi si vendono barchette di legno con un cordoncino, le Bächleboot, da trascinare nella corrente. E’ un regalo ambitissimo, per i più piccoli.

La leggenda dice che chi mette accidentalmente un piede nell’acqua sposerà una persona di Friburgo. È un sistema matrimoniale con qualche problema di consenso, ma un notevole successo turistico. Più concretamente, i Bächle obbligano a camminare guardando dove si mettono i piedi e danno alla città una colonna sonora discreta. La modernità di Friburgo convive bene con questo impianto idraulico vecchio di secoli: l’innovazione, da queste parti, non ha portato, come altrove, alla demolizione preventiva di tutto ciò che esisteva prima.

La città fu fondata nel 1120 e il Münster, iniziato attorno al 1200 e completato nel Cinquecento, domina ancora il centro con la torre di arenaria alta 116 metri. Le corporazioni cittadine contribuirono alla costruzione e finanziarono molte delle vetrate, lasciando nel vetro i simboli dei loro mestieri. Sulla pietra esterna sono incise antiche misure commerciali, compreso il diametro regolamentare del pane: una specie di ufficio metrico medievale esposto al pubblico, utile quando compratore e fornaio non concordavano sulle dimensioni della pagnotta.

Il 27 novembre 1944 un bombardamento britannico distrusse gran parte del centro e uccise quasi tremila persone. Il Münster rimase in piedi, danneggiato ma riconoscibile in mezzo alle macerie.

Salsicce, vino e torta al formaggio

Ogni mattina, tranne la domenica e i festivi, la piazza attorno alla cattedrale ospita il Münstermarkt, con i suoi 130 banchi di verdure, frutta, formaggi, miele, fiori, spezie e prodotti delle campagne del Breisgau e del Kaiserstuhl. Il lato nord è tradizionalmente occupato soprattutto dai produttori locali, quello sud dai commercianti. Fino ad incrociare la Lange Rote, la salsiccia simbolo della città, lunga abbastanza da dover essere piegata per entrare nel panino.

È il cibo democratico di Friburgo: lo mangiano studenti, impiegati, pensionati e visitatori, possibilmente con cipolle stufate. Il sabato si allunga anche la fila per la Käsekuchen, la torta al formaggio venduta vicino alla fontana dei pesci. In una città celebrata per l’efficienza energetica, il monumento gastronomico più popolare rimane dunque una salsiccia di 35 centimetri. È una contraddizione rassicurante e impedisce a Friburgo di diventare insopportabilmente virtuosa.

Friburgo spazza via uno dei più tenaci luoghi comuni: Germania dove si beve quasi solo birra. E’ una città di vino, circondata dai vigneti del Baden, una delle regioni vinicole più importanti e calde del Paese. Nei bicchieri arrivano soprattutto i bianchi, dal Grauburgunder al Weissburgunder, il Pinot grigio e il Pinot bianco. Il clima aiuta: il Breisgau è tra le zone più miti e soleggiate della Germania, qualifica che gli abitanti esibiscono con comprensibile orgoglio e che va comunque letta in termini tedeschi.

La sostenibilità arriva fino all’alta cucina. Hawara, il ristorante di Nicolai Heuer e Yannik Spielmann, ha ottenuto nel 2025 una stella Michelin e la stella verde assegnata ai locali con un impegno ambientale rilevante. Ha un proprio orto, lavora con produttori della regione e costruisce il menu attorno alla disponibilità degli ingredienti. L’interesse dell’esperienza sta nel fatto che la filiera corta deve essere, prima di tutto, buona da mangiare e non un sacrificio etico.

Il bosco dopo l’ultima casa

Poi c’è la Foresta Nera. A Friburgo comincia quasi dentro la città. Dal centro si sale a piedi verso lo Schlossberg e in pochi minuti i rumori urbani si spengono tra gli alberi. Più in alto, lo Schauinsland raggiunge i 1.284 metri ed è collegato con i mezzi pubblici e una funivia. Sentieri, percorsi per mountain bike e discese si innestano sulla rete urbana con una naturalezza che rende credibile la frase ripetuta dall’ente turistico regionale: ‘In cinque minuti sei nel bosco’.

La Foresta Nera italiana, quella che ci portiamo dietro dall’infanzia, è un impasto poco accurato di fiabe dei Grimm, orologi a cucù, torte alla panna e boschi minacciosi. I Grimm non venivano da qui, e Robin Hood — altra sorprendente associazione di alcuni visitatori — circolava in un’altra foresta, quella di Sherwood: sbagliato perfino il Paese. Il paesaggio reale è meno teatrale: colline, abeti, prati, vigneti, fattorie isolate. Il nome latino Silva Nigra racconta lo sguardo di chi vedeva una massa scura e impenetrabile; attraversandola oggi, prevale la sensazione di uno spazio abitato senza essere stato completamente addomesticato.

Anche il rapporto con l’Italia è meno remoto di quanto può sembrare a prima vista. I residenti con cittadinanza italiana sono più di tremila, ai quali si aggiungono tedeschi di origine italiana. Lungo la linea ferroviaria della Höllentalbahn, il grande viadotto della gola di Ravenna è un’altra meta simbolo della regione. In inverno, sotto le sue arcate illuminate, si tiene un mercatino di Natale talmente popolare di essere accessibile solo su prenotazione.

Friburgo viene chiamata ‘Green City’ e ‘Città solare’, due espressioni ormai consumate dal marketing territoriale. Ma i pannelli sui tetti ci sono davvero e le case a emissioni zero pure. E la trasformazione urbana, silenziosa, è nel tram che arriva, nella bicicletta che sfreccia sulla corsia riservata, nel bosco raggiungibile a piedi, e su una strada sulla quale un bambino può fermarsi a giocare.

Informazioni pratiche

Il Münstermarkt si tiene dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 13.30 e il sabato fino alle 14. Per il trasporto locale e regionale è disponibile il Deutschlandticket, che nel 2026 costa 63 euro al mese e non comprende i treni a lunga percorrenza. Dal centro, lo Schlossberg si raggiunge a piedi; per lo Schauinsland si usano il tram 2, l’autobus 21 e la funivia. Le visite guidate in italiano sono proposte anche da Foresta Nera Tours. Il mercatino natalizio della Ravennaschlucht richiede la prenotazione anticipata.

[Dal mercato del Duomo ai Bächle e a Vauban, a piedi e in tram|PN_20260922_00001|sp20|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260922_012715_6CD7EB4D.jpg|22/09/2026 01:27:22|Friburgo, viaggio nella città verde ai piedi della Foresta Nera|Friburgo|Cronaca, Turismo]